Quesiti all'Osservatorio Regionale

Certificato regolare esecuzione

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QUESITO-2011-031-3835Q

Oggetto: Modalità di rilascio certificati di esecuzione lavori

A seguito delle nuove disposizioni, il certificato di esecuzione lavori viene redatto in forma digitale sul sito dell'AVCP. Si chiede di chiarire quanto indicato all'art.40 c.3 lett.b del D.Lgs 163/06, ove viene precisato che "gli organismi di attestazione acquisiscono detti certificati unicamente dall'Osservatorio, cui sono trasmessi, in copia, dalla S.A." La precedente frase lascia intendere che la SA deba inviare il certificato all'Osservatorio. Non è dunque sufficiente la compilazione on-line? Se no, occorre inviare il certificato in forma cartacea all'Osservatorio Centrale?

RISPOSTA

I certificati di esecuzione lavori possono essere rilasciati dalle Stazioni Appaltanti esclusivamente utilizzando la procedura informatica dall’11 luglio 2006 data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Comunicato del Presidente dell’Autorità del 6 luglio 2006 al quale si rinvia per maggiori approfondimenti.


QUESITO-2009-038-3103B

Oggetto: Certificato di esecuzione lavori

A seguito affidamento lavori di opera pubblica per un importo d’appalto di euro 1.031.000,00 - finanziata in parte con contributo regionale (è stato quindi individuato necessario Collaudatore Tecnico-Amministrativo); chiedesi se è lecito rilasciare, su formale istanza della ditta affidataria, il Certificato di Esecuzione Lavori “parziale” di cui al D.P.R. 34/2000, in ordine alle quantità e categorie svolte limitatamente al solo 1° Stato Avanzamento Lavori ad oggi approvato e liquidato.

RISPOSTA

Dall’articolo 22, comma 7, del D.P.R. 34/2000 e dai contenuti dell’allegato D al decreto medesimo, si evince che la stazione appaltante è obbligata a rilasciare la certificazione inerente i lavori anche in esecuzione, con l’indicazione delle categorie dei lavori realmente eseguiti.

Ne segue la legittimità della richiesta formulata nella fattispecie dall’appaltatore di rilasciare il certificato in argomento limitatamente al primo stato di avanzamento dei lavori.

Si rammenta peraltro che, sia per appalti in corso di svolgimento sia per appalti già conclusi, detti certificati sono rilasciati dalle stazioni appaltanti esclusivamente utilizzando la procedura


QUESITO-2008-029-2637B

Oggetto: Certificazione sub affidamenti

OGGETTO: Certificato esecuzione lavori. Quadro H - Indicazione dei subaffidamenti inferiori al 2% dell'importo dei lavori. Durante la redazione di un certificato di esecuzione lavori è sorto il dubbio se nella sezione H, relativa ad “Anagrafica dei soggetti che hanno realizzato i lavori e lavorazioni eseguite”, siano da indicarsi tutte le imprese che hanno contribuito a qualsiasi titolo ad eseguire le lavorazioni. In particolare il dubbio riguarda l’indicazione dell’esecuzione di lavorazioni inferiori al 2% dell’importo dei lavori, e specialmente nel caso in cui si tratti non di vere e proprie lavorazioni ma solamente di noli a caldo, ovvero di noli di soli macchinari. Da un lato appare penalizzante nei confronti delle imprese che hanno eseguito vere e proprie lavorazioni inferiori al 2% dei lavori ometterne l’indicazione, in quanto il certificato che attesta la loro partecipazione alla realizzazione dell’opera potrebbe essere loro utile al fine del rilascio dell’attestazione SOA. D’altro, indicare le spese sostenute per i noli (a caldo e/o a freddo) e la categoria della lavorazione per la quale i noli sono stati utilizzati, consentirebbe a imprese di solo noleggio di acquisire documentazione ipoteticamente dimostrante la partecipazione a lavorazioni di quella determinata categoria. Per tali ragioni si chiede cortesemente di comunicare se nei certificati di esecuzione lavori, le lavorazioni inferiori al 2% dell’importo dei lavori (da non qualificarsi quali subappalto) debbano essere indicate o meno. E, in caso affermativo, se debbano essere indicati anche gli affidamenti di soli noli.

RISPOSTA

La “definizione legale” di subappalto di cui all’art. 118, c. 11, del D.Lgs. 163/06, che riproduce il disposto dell’art. 18, c. 12, L. 55/90, è finalizzata ad estendere “le garanzie previste per i lavori a quei sub-contratti relativi a prestazioni che non sono lavori ma prevedono l’impiego di mano d’opera, come quelli di fornitura con posa in opera e di nolo a caldo, nel caso in cui tali sub-contratti  assumano un’incidenza percentuale superiore a quella precisata nella norma ed un costo della mano d’opera, espletata in cantiere, superiore al 50% dell’importo del sub-contratto” (Autorità di vigilanza, det. n. 6/03).

I sub-affidamenti che non raggiungono le predette soglie, pertanto, includono sia i sub-affidamenti relativi a prestazioni qualificabili come lavori, sia sub-contratti non qualificabili come lavori, ma che comportano l’impiego di manodopera, come i  noli a caldo (ovvero i noli di macchinari con l’operaio addetto alla manovra), e le forniture con posa in opera, mentre non sembrano riconducibili alla nozione di subappalto delineata dall’art. 118 i noli a freddo (ovvero i noli di macchinari senza l’operaio addetto al loro funzionamento).

Ciò premesso, se scopo della predetta assimilazione è assoggettare al particolare regime autorizzatorio e vincolistico di cui al richiamato art. 118 del D.Lgs. 163/06 anche i sub-contratti con prestazioni non qualificabili in termini di lavori, ne segue che tale classificazione non rileva ai fini dell’applicazione di norme diverse, come quelle in punto di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici.

Sulla scorta dei predetti rilievi, in applicazione delle regole generali il sub-affidamento che comporta l’esecuzione di lavorazioni può  essere impiegato per acquisire l’attestazione di qualificazione, sicché la relativa spesa va indicata nel certificato di esecuzione dei lavori; se, per contro, il sub-contratto non contempla detta esecuzione, non va riportata alcuna indicazione.


QUESITO-2008-028-2623Z

Oggetto: Procedura rilascio certificato esecuzione lavori.

I certificati di regolare esecuzione si possono ancora fare in modo cartaceo o solamente on-line? Nel secondo caso, in che modo si ottengono le credenziali per l'abilitazione telematica?

RISPOSTA

Le modalità oggi in essere per la redazione ed invio dei certificati di esecuzione lavori, di cui all’allegato D al DPR 34/2000, sono quelle contenute nel comunicato dell’Autorità di Vigilanza in data 06.07.2006. A decorrere dall’11.07.2006, data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del citato comunicato, i Certificati di esecuzione lavori possono essere rilasciati dalle S.A. esclusivamente utilizzando la procedura informatica, disponibile sul sito Internet dell’Autorità al link “Certificati esecuzione lavori”. Ai fini dell’utilizzo della procedura di cui trattasi, le stazioni appaltanti dovranno richiedere, per il tramite del Responsabile del procedimento, l’accreditamento al servizio di anagrafe  dell’Autorità, esclusivamente via web, all’ indirizzo “https://anagrafe.avlp.it/”, seguendo le istruzioni ivi contenute.


QUESITO-2006-006-1596C

Oggetto: Pubblicità collaudo o c.r.e.

Nel sito della Regione Veneto nell'area riservata all'inserimento avvisi (esiti, rettifiche ecc..) è previsto l'inserimento dell'avviso di collaudo. Con tale avviso si intende anche il certificato di Regolare esecuzione o solo il collaudo ?

RISPOSTA

Ai sensi dell’art 49, comma 1, L. R. 27/03, relativamente ai lavori di importo fino a 500.000,00 euro, vi è equipollenza fra certificato di regolare esecuzione e certificato di collaudo, atteso che il primo può essere emesso in sostituzione del secondo.
Ne consegue che, laddove si sia proceduto mediante il C. R. E. in luogo del Collaudo, di esso venga disposta la medesima pubblicazione sul Sito della Regione Veneto, ancorchè non testualmente prevista dalle diciture (peraltro solo indicative) che si rinvengono nell’apposito link, attualmente predisposto per la pubblicazione.


QUESITO-2005-149-1506Z

Oggetto: Certificato esecuzione lavori

Il 15.01.03 è stata aggiudicata, a mezzo gara ufficiosa con il criterio del prezzo più basso, determinato mediante offerta a prezzi unitari (art.19 D.Lgs. 24.7.1992 n.358 e successive modifiche) la “fornitura e in opera degli impianti elettrici necessari per la realizzazione dell’automazione dell’avviamento dei 7 esistenti all’interno - motori relativo alle pompe di sollevamento n. 1 dell’impianto idrovoro di ____ e l’automazione della paratoia di interclusione tra il Collettore Acque Basse e il Collettore Acque Medie”. La ditta aggiudicataria chiede ora l’emissione del “certificato di esecuzione lavori” per l’intero importo della fornitura. Lo scrivente ritiene di non poter rilasciare quanto richiesto in quanto trattasi di “pubblica fornitura” e non di “lavori pubblici”. Effettuando un’analisi dei prezzi è possibile scorporare gli importi della fornitura dalla “messa in opera” e quindi rilasciare il richiesto certificato per quest’ultimo importo. Ma in quale categoria?

RISPOSTA

In via preliminare si osserva che i certificati di esecuzione di cui all’art. 18 c.6 ed all’art. 22 c.7 del D.P.R. 34/2000, da redigersi in conformità all’allegato D, vanno emessi con riferimento ai lavori posti in appalto e devono riportare la descrizione di tutte le attività che hanno formato oggetto del contratto.
Ciò posto, si rileva che la questione prospettata nel quesito riguarda un appalto misto, costituito da attività eterogenee (forniture elettriche e lavori di messa in opera) in cui, ai fini della procedura di affidamento, ha trovato applicazione la normativa sulle forniture. In tal caso, se nell’ambito dell’affidamento originario non è stato indicata l’incidenza delle lavorazioni rientranti nella normativa dei LL.PP. né è stata indicata la specifica categoria di lavorazioni, non sussistono i presupposti per emettere il certificato “allegato D”.
Nulla osta invece al rilascio del certificato stesso nel caso di appalti misti, ove sin dalla fase progettuale e di gara sia stata indicata la categoria dei lavori e richiesta la specifica qualificazione.


QUESITO-2005-083-1305B

Oggetto: Certificato esecuzione lavori - surroga RUP

Un’impresa che ha ultimato i lavori nel 1999 chiede ora il certificato di regolare esecuzione conforme al modello allegato D al DPR 34/2000. Nel 1999 era responsabile unico del procedimento per tutti i lavori pubblici era all’epoca il Responsabile dell’area servizi amministrativi (nominato con atto di Giunta comunale per gli anni 1998/1999/2000). Tale funzionario non è più presente nell’organico del Comune di .......... Dal marzo 2001 la funzione di RUP è svolta in convenzione con il Comune di .........l da altro funzionario. SI CHIEDE DI CONOSCERE A QUALE SOGGETTO COMPETA ALLA DATA ODIERNA IL RILASCIO DEL CERTIFICATO DI CHE TRATTASI.

RISPOSTA

Per la risoluzione del quesito prospettato, occorre in premessa precisare che ai sensi dell’art. 7 del D.P.R. 554/1999 il RUP è nominato dalle amministrazioni aggiudicatrici – anche mediante affidamento dell’incarico all’esterno alle condizioni previste dall’art. 6 della L.R. 27/2003 - prima della fase di predisposizione del progetto preliminare da inserire nell’elenco annuale. Da tale disposizione, ora da coordinare con quanto prescritto dall’articolo 2, del provvedimento per l’individuazione delle funzioni del coordinatore unico dell’intervento approvato con D.G.R. n. 1033 del 18 marzo 2005, si evince che la nomina del RUP deve essere effettuata in relazione ai singoli interventi, non essendo sufficiente un provvedimento di carattere generale.
Ciò detto, nella fattispecie in esame, attese le vicende dell’organico che hanno interessato l’ente successivamente all’ultimazione dei lavori, la competenza al rilascio del certificato di esecuzione dei lavori in argomento (documento diverso dal certificato “di regolare” esecuzione), previsto dall’art. 22, comma 7, del D.P.R. 34/2000, dovrebbe essere riferita al soggetto che, sulla base di atti organizzativi di carattere generale è chiamato ad esercitare le funzioni di RUP nel momento in cui il predetto certificato deve essere rilasciato.
Alla luce peraltro di quanto specificato in premessa, la legittimazione all’emissione del certificato da parte del funzionario individuato dalla convenzione dovrebbe essere supportata altresì da uno specifico atto di conferimento del relativo potere da parte dell’organo competente.
Ad ogni buon conto, il RUP così identificato dovrà limitarsi a certificare i lavori eseguiti allo stato degli atti, mentre per la rispondenza delle risultanze degli atti alla realtà fattuale restano ferme le responsabilità del responsabile unico che ha seguito i lavori, connesse alle attività direttamente espletate.


QUESITO-2005-082-1296VC

Oggetto: Quesiti diversi

1) Si chiede se l'attestazione di regolare esecuzione richiesta al comma 3 dell'art. 11 - esecuzione del contratto - GRV n. 4455 del 29.12.2004 debba essere rilasciata sia per le lavorazioni di importo inferiore sia per quelle di importo superiore a euro 25.000,00.-?; 2) Si domanda inoltre se sia necessario chiede prima della liquidazione del saldo la regolarità contributiva dell'impresa esecutrice dei lavori? (e questo anche per i lavori di importo inferiore a 25.000,00.- euro?); 3) Che cosa si intende per rendiconto finale?(comma 2 art. 13 delib GRV n. 4455/04)Ed inoltre tale rendiconto deve essere fatto sia per i lavori di importo superiore che per quelli di importo inferiore a 25.000,00.- euro? 4) Nel caso di lavori in economia come vengono gestite le eventuali perizie?

RISPOSTA

1) L’art. 11 della DGRV n. 4455/2004 non contiene alcuna distinzione in relazione all’entità degli interventi e quindi anche il c. 3 riguarda le lavorazioni di qualunque importo, superiori o meno a 25.000 euro.
2) Il principio dell’accertamento della regolarità contributiva dell’impresa esecutrice dei lavori è da considerarsi immanente alla normativa regionale dei lavori pubblici, che infatti lo ha reso ancor più stringente rispetto alla disciplina nazionale. E’ da ritenere pertanto che, quale che sia l’importo dei lavori affidati, la liquidazione delle somme debba comunque essere preceduta dal preventivo accertamento della regolarità dell’esecutore
3a) In assenza di una specifica definizione nel provvedimento regionale, per il concetto di rendiconto finale si può fare utilmente riferimento all’art. 181 reg. gen. Ai sensi dell’art. 12, c. 2, per i lavori di importo inferiore a 25.000 euro si può prescindere dai documenti previsti al c. 1 dello stesso articolo, ivi compreso il rendiconto finale
4) Anche per quanto riguarda le perizie – attesa l’assenza di una disciplina regionale di dettaglio e alla luce dell’u.c. dell’art. 15 (“Per quanto non previsto dal presente capo si rinvia alla normativa vigente”) – la relativa disciplina potrà essere rinvenuta nel Reg. gen. (art. 148 DPR n. 554).


QUESITO-2004-53-799V

Oggetto: Certificato esecuzione lavori

E' legittimo il rilascio di un Certificato di Esecuzione Lavori ai sensi del D.P.R. 34/2000 ad Impresa che ha con il Comune contratto di servizio continuativo per la conduzione, manutenzione e messa a norma degli impianti termici degli immobili comunali, relativo all'intero importo di contratto, per la categoria OS28, posto che la suddetta Impresa è tenuta a produrre la SOA per la stessa categoria per poter partecipare ad analoghe gare d'appalto di servizio?

RISPOSTA

Il certificato di esecuzione che il Comune rilascerà all’impresa dovrà riportare la descrizione di tutte le attività che hanno formato oggetto del contratto, e quindi dovrà menzionare l’intero importo dello stesso. Se ciò sia possibile, potrà essere utile scorporare gli importi relativi alle diverse prestazioni eseguite: conduzione, manutenzione, messa a norma degli impianti.
Sarà poi compito e onere della Soa alla quale il certificato verrà presentato valutare se, e quale misura, attribuire all’impresa i predetti importi ai fini dell’attestazione nella categoria OS28.


QUESITO-2004-9-689T

Oggetto: Competenze su approvazione atti

Si chiede a chi competa l'atto di approvazione del C.R.E. e/o del certificato di collaudo di un'opera pubblica nel caso in cui la stazione appaltante sia un Comune, se al dirigente con propria determinazione o alla Giunta con delibera, posto che l'art. 204 del Regolamento LL.PP. fa espresso riferimento a " deliberazioni della stazione appaltante".

RISPOSTA

L’approvazione del certificato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione non rientra tra gli atti costituenti esercizio di competenze “di governo” dell’Ente locale.
Pertanto, rientra nelle competenze del dirigente, ex art. 107 del D.Lgs. 267/2000.
In pubblicazioni “teorico-pratiche” sulla materia, sono riportati fac-simile di determinazioni dirigenziali (oppure, nel caso di enti sprovvisti di figura dirigenziale, del responsabile del servizio) di approvazione degli atti oggetto del quesito.