Quesiti all'Osservatorio Regionale
Quadro economico
QUESITO-2008-002-2462B
Oggetto: valori agricoli medi
Un progetto esecutivo, redatto nel 2002, e il cui piano particellare degli espropri è stato elaborato sulla base degli allora vigenti valori agricoli medi, viene approvato (e viene dichiarata la pubblica utilità dell'opera) dal Ministero finanziatore dell'intervento nel 2007. Solo ora si può quindi procedere agli espropri, in presenza tuttavia di VAM nel frattempo aumentati di molto. Come ci si deve comportare a questo punto? Quale VAM bisogna applicare? Come si dovrà procedere per l'eventuale modifica del quadro economico?
RISPOSTA
Premesso che il sito va attivato specificamente per la materia degli appalti, mentre il quesito cui si risponde verte pressoché interamente su problematiche espropriative, si formulano le seguenti osservazioni.
Da quanto riferito, consta che l’atto dichiarativo della pubblica utilità sia stato emanato nel 2007 (ancorchè manchi la data effettiva): ciò basta comunque a far sussumere la fattispecie alla disciplina del Testo Unico Espropri adottato con DPR 327/01, stante quanto disposto dall’art. 57, c. 1, dello stesso T.U.
L’art. 20 T.U. prescrive che, entro 30 gg dall’efficacia dell’atto dichiarativo della pubblica utilità il promotore dell’espropriazione comunichi l’offerta dell’indennità agli espropriandi: quanto al seguito della procedura, per evidenti esigenze di brevità, si rimanda agli altri articoli collegati del T.U. che qui non è possibile riassumere.
Pertanto nulla osta a che tale offerta sia ora aggiornata al VAM vigente, in quanto la determinazione del valore del bene da espropriare, ex art. 32 T.U. va operata infatti “ ..al momento dell’accordo di cessione o alla data del decreto di esproprio..”, e quindi in fase successiva alla dichiarazione di pubblica utilità.
Giova ricordare che le valutazioni del piano particellare allegato al progetto sono solo di indennità presunta, previo occorrendo apposito sopralluogo per la determinazione effettiva (cfr. art. 32 DPR 554/99): quindi entro il termine di efficacia della dichiarazione di p. u. si dovrà procedere alla stima definitiva con il VAM vigente.
Quanto alle modalità di modifica del quadro economico di progetto, prima di procedere ad appaltare l’intervento la Stazione Appaltante provvederà a riapprovare il quadro economico, aggiornandolo all’importo dei costi di espropriazione come sopra delineati.
QUESITO-2004-37-767T
Oggetto: Finanziamento oneri di collaudo
Il Comune nel 2003 ha appaltato alcuni interventi finanziati dalla Comunità Europea (DOCUP-INTERREG). Con circolare regionale e successivamente con la LR 27/2003 è risultato obbligatorio procedere a cura a spesa della Stazione Appaltante al collaudo per i lavori soggetti a tale contributo. Non essendo state previste le somme nel Quadro Economico è possibile utilizzare gli importi relativi agli accordi bonari?
RISPOSTA
Nel caso descritto nel quesito l’effettuazione del collaudo costituisce un
obbligo per la Stazione appaltante, cui la stessa non può sottrarsi e per la cui
esecuzione deve provvedere alla corrispondente copertura finanziaria.
Poiché il quadro economico riguardante l’intervento in parola (artt. 17 e 44 del
DPR 554/99) non risulta capiente, si ritiene possibile attingere agli
accantonamenti di cui all’art. 7 del DM 21 giugno 2000, che sono riferiti non
già al singolo intervento, bensì alle disponibilità finanziarie relative
all’intero programma triennale.
Il provvedimento di “storno” potrà essere motivato anche alla luce
dell’andamento finanziario registrato nell’attuazione del programma e della
percentuale d’impiego, fin qui registrata, delle risorse accontonate per accordi
bonari.