Quesiti all'Osservatorio Regionale

Regolarità contributiva

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QUESITO-2011-043-3876Z

Oggetto:

La Camera di Commercio I.A.A. di _____ ha recentemente provveduto all’avvio di una procedura negoziata per l’affidamento di servizi assicurativi, in scadenza. Dando applicazione alle disposizioni contenute nel 3° comma dell’art. 4 del D.P.R. 05.10.2010, n. 207, nella lettera d’invito è stato precisato che sull’importo annuo netto del servizio, che nella fattispecie viene corrisposto in via anticipata, sarebbe stata operata una ritenuta dello 0,50% da svincolare al termine del periodo contrattuale, previa attestazione di congruità da parte del direttore dell’esecuzione. Una società assicurativa ha rilevato che la suddetta disposizione non è applicabile ai contratti dei servizi assicurativi prospettando anche la possibilità che il pagamento del premio, al netto della ritenuta, possa determinare la mancata copertura del rischio e costituire parziale inadempimento contrattuale. Invero il dubbio che la disposizione recata dall’ art. 4 comma 3° del D.P.R. n. 207 succitato debba obbligatoriamente essere applicata indistintamente a tutti i contratti di forniture e di servizi era sorto anche per questa Amministrazione, ma l’assenza di deroghe specifiche o di riferimenti a particolari tipi di contratto, come ad esempio quelli a prestazioni periodiche, ha indotto questa Amministrazione ad applicare comunque la disposizione. La necessità di essere garantiti dai rischi a copertura dei quali dovranno essere stipulate le polizze non consente a questa Amministrazione di avviare con le società assicuratrici un contenzioso che si prospetta lungo e difficile. Da informazioni assunte si è appurato che la questione riguarda anche altri enti. Si chiede, pertanto, a Codesto Servizio di voler cortesemente esprimere un proprio parere in ordine all’applicazione del 3° comma dell’art 4 del D.P.R. 05.10.2010, n. 207, anche ai contratti di assicurazione.

RISPOSTA

Gli artt. 4 e 5 del DPR 207/2010, che dettano norme in materia di intervento sostitutivo della stazione appaltante in caso di inadempienza contributiva dell’esecutore e dell’eventuale subappaltatore, costituiscono norme di carattere speciale, applicabili a tutte le tipologie di appalti di lavori, servizi e forniture. Si condivide pertanto l’operato dell’Amministrazione nel prevedere la ritenuta dello 0,5% anche negli appalti di servizi assicurativi, da svincolarsi soltanto in sede di liquidazione finale, dopo la verifica di conformità della prestazione resa, previo rilascio del documento unico di regolarità contributiva.

Appare in ogni caso opportuno che il capitolato/schema di contratto posto a base di gara preveda espressamente, in deroga all'art. 1901 c.c., che la validità dell’assicurazione abbia effetto dal giorno di decorrenza del contratto indicato in polizza, anche se il pagamento del premio viene effettuato, per la quota dello 0,5% a conclusione della prestazione.

Tuttavia, data la peculiarità della fattispecie sollevata e per evitare i contenziosi che codesto Ente prospetta nel quesito, sussistono i presupposti per attivare in sede preventiva l’istanza di parere all’Autorità di Vigilanza ex art. 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006.


QUESITO-2011-025-3778C

Oggetto: Approfondimenti istruttori

Questo ente ha proceduto a richiedere un DURC per la liquidazione di una fattura. A seguito istruttoria eseguita dall’INPS il DURC risulta irregolare “Per debiti derivanti da: Altro: ARTIG. IVS%2006-2007-2008 CARTELL. AGENZIA ENTRATE”. Pertanto, ai sensi dell’art. 4, comma 2, D.P.R. n. 207/2010 e s.m.i. questa Stazione appaltante deve trattenere dal pagamento l’importo corrispondente all’inadempienza e provvedere direttamente al pagamento presso l’ente previdenziale di competenza. Sul documento rilasciatoci, però, non è stato riportato l’ammontare dell’importo per irregolarità dovuto dalla ditta. Si precisa, inoltre, che in merito all’irregolarità non viene dichiarato se ci sia ricorso pendente, in tal caso, infatti, si potrebbe procedere alla liquidazione dell’intero importo dovuto in quanto fintantoché non vi è la sentenza definitiva la ditta non può considerarsi irregolare. Si chiede, pertanto, come deve comportarsi a questo punto l’ente. Dobbiamo trattenere tutto l’importo della fattura e non procedere alla liquidazione della stessa? Ed in tal caso, fino a quando? Il D.P.R. n. 207/2010 non fornisce delucidazioni in merito alle modalità di pagamento da parte dell’ente della somma dovuta all’ente per il quale risulta un’irregolarità. Sono stati forniti chiarimenti in merito successivamente all’entrata in vigore del suddetto decreto? Un’altra domanda che sorge è la seguente. Qualora più enti richiedano nello stesso periodo un DURC per una ditta e a tutti venisse rilasciato un DURC irregolare, chi deve provvedere al pagamento direttamente all’ente per cui risulta l’irregolarità. Sono stati definiti i criteri per cui eventualmente debba pagare un ente piuttosto che un altro? E se viene disposto che paghi tutto l’importo dovuto un ente agli altri verrà rilasciato un DURC regolare o risulterà sempre l’irregolarità finché questa non verrà sanata?

RISPOSTA

Per quel che si può comprendere dal testo del quesito, circa le risultanze riportate dal DURC in questione si ritiene che la Stazione appaltante legittimamente debba procedere a contattare gli Uffici dell’INPS per approfondire la fattispecie: l’AVCP, nell’apposito link di approfondimento in materia di DURC, ha chiarito che “… secondo la giurisprudenza (TAR Campania, Salerno, sez. I, n. 836/2009) quando il DURC, per la sua incompletezza/mancata indicazione dell’importo degli insoluti, non consente di comprendere l’entità della violazione degli obblighi contributivi e, quindi, la dimensione della loro gravità, la stazione appaltante è tenuta a svolgere degli approfondimenti istruttori”. Peraltro non è precluso alla Stazione appaltante assumere informazioni direttamente anche dall’appaltatore, ancorchè le risultanze definitive debbano essere comunque acquisite dalle certificazioni rilasciate dagli Enti interessati.

In generale (cfr. risposta al precedente Quesito–2011–017– 3708B) va detto che il pagamento in corso nei confronti dell’appaltatore va sospeso fino ad avvenuta e rilevata regolarizzazione della situazione. Peraltro l’attuale ”sistema normativo” è presidiato dalla norma di cui al comma 8 dell’art. 6, DPR 207/10, con cui si prevede la risoluzione del contratto in danno dell’appaltatore, nel caso di DURC negativo per 2 volte consecutive.

Circa la seconda parte del quesito, invero un po’ farraginosa, si ritiene che problematiche di questo tipo vadano sollevate direttamente all’Ente competente (anche mediante interpello al Ministero del Lavoro) poiché fuoriescono dalla specifica area di competenza del presente Servizio: fermo restando che appare chiaro che quando l’irregolarità viene sanata, l’Ente certificatore curerà tempestivamente le conseguenti risultanze certificative.


QUESITO-2011-021-3749B

Oggetto: Procedura informatica rilascio DURC

Con riferimento alla necessità di verificare la regolarità contributiva delle imprese appaltatrici e subappaltatrici nelle varie fasi dell’esecuzione dei lavori, si chiede se sia necessario o meno richiedere il DURC per le imprese subappaltatrici in corrispondenza di SAL o di collaudo o liquidazione saldo finale, anche quando le lavorazioni oggetto di subappalto siano già state completate e sia già stato acquisito un DURC regolare dei subappaltatori riferito alla data del SAL alla quale quelle lavorazioni sono state contabilizzate, dal direttore dei lavori, per intero e quindi completate. Inoltre si chiede se la seguente procedura di acquisizione DURC sia corretta: - richiesta del DURC alla data della fine dei lavori in corrispondenza del SAL equivalente al finale per appaltatore e subappaltatori (solo per imprese che hanno eseguito lavorazioni in subappalto contabilizzate nell’ultimo SAL o per tutte le imprese subappaltatrici?) per poter procedere con la redazione del certificato di collaudo; - richiesta di DURC alla consegna del collaudo per poter procedere alla liquidazione del saldo finale facendo riferimento sempre alla data di fine lavori. Si ringrazia e si rimane in attesa di un cortese riscontro.

RISPOSTA

In relazione ai quesiti posti, si rammenta preliminarmente che, negli appalti pubblici, la verifica della regolarità contributiva tramite il DURC deve essere effettuata nella fasi e alle scadenze previste dall’art. 6 del D.P.R. 207/2010, in vigore dall’8 giugno 2010. Nella fattispecie, ai sensi del combinato disposto del comma 6, lett. d) ed e) e del comma 5 del citato art. 6, la stazione appaltante acquisisce il DURC relativo all’appaltatore e quello inerente l’eventuale subappaltatore per il pagamento degli stati d’avanzamento lavori da un lato, e, successivamente, ai fini dell’emissione del certificato di collaudo (o del certificato di regolare esecuzione) e del pagamento del saldo finale, dall’altro lato.

Vero è che, nel caso di lavorazioni in subappalto interamente completate e contabilizzate in occasione di un SAL precedente, in relazione al quale risulta già acquisito un DURC regolare riferito al subappaltatore, la richiesta di emissione di un nuovo DURC per verificare la regolarità contributiva del subappaltatore medesimo in merito ad un SAL successivo o per la liquidazione del saldo, può apparire un’inutile duplicazione.

Ciò detto, essendo rapportata all’intera prestazione affidata in appalto, la verifica della regolarità contributiva ai fini della liquidazione del saldo dovrebbe essere condotta dagli enti previdenziali convenzionati tenendo altresì conto delle prestazioni eseguite dagli eventuali subappaltatori.

La questione, peraltro, attiene non tanto all’applicazione della normativa, quanto piuttosto alle procedure informatiche e alle modalità di acquisizione dei dati utilizzate dallo Sportello unico previdenziale, sicché si tratta di appurare se le informazioni relative ai contratti di subappalto possano essere inserite nella richiesta relativa al DURC dell’appaltatore o se per contro sia necessario formulare un’autonoma richiesta di rilascio del DURC anche per il subappaltatore.


QUESITO-2011-017-3708B

Oggetto: Pagamenti in sostituzione dell’appaltatore/subappaltatore inadempiente

Richiedo un DURC per l'emissione di un pagamento per un sal, arriva DURC della mandante irregolare. Chiedo di quantificare economicamente irregolarità riferibile al cantiere, ma INPS e INAIl non rispondono, mi rendo disponibile a disporre il pagamento ove fosse richiesto ai sensi dell'art. 7 comma 3 del CGA, nessuna risposta. Ora mi trovo ad aver fermato pagamenti per l'ammontare delle irregolarità riferite, ad essere in fase di liquidazione finale dei lavori con il DURC sempre irregolare e sempre per maggiori importi, ma tutto tace. Non ritenendo giusto tenere ferme somme indebitamente che faccio? Procedo ai sensi di quanto previsto dall'art. 4 comma 2 del nuovo regolamento (DPR 207/2010) seppur non vigente e quindi pago agli Enti l'irregolarità totale? Aspetto ancora che qualcuno si svegli?

RISPOSTA

Sino all’entrata in vigore del D.P.R. 207/2010, ivi incluso l’art. 4, comma 2, alla fattispecie prospettata nel quesito si applicano le disposizioni di cui all’art. 118, comma 6, ultimo periodo, del D.Lgs. 163/2006, e quella posta dall’art. 7 del D.M. 145/2000.

In forza della prima delle citate disposizioni, la stazione appaltante può eseguire il pagamento dello stato avanzamento lavori o dello stato finale solo in presenza di un DURC regolare, sia con riguardo all’appaltatore, sia con riferimento alla posizione dell’eventuale subappaltatore. A tutela del lavoratori utilizzati nell’appalto medesimo, inoltre, l’art. 7 del Capitolato generale d’appalto, prevede l’utilizzo delle ritenute di garanzia per il pagamento di quanto dovuto per il caso di inadempienza, nella misura accertata dagli enti competenti. Sulla scorta delle predette norme, non sembra pertanto prospettarsi un’ipotesi di somme indebitamente trattenute dalla stazione appaltante. Ad oggi, pertanto, fino alla esatta quantificazione delle somme dovute dalla mandante inadempiente, ovvero sino alla spontanea regolarizzazione della relativa posizione, non appare possibile né procedere all’emissione del certificato di pagamento, né allo sblocco delle somme trattenute a titolo di ritenute di garanzia.

Solo con il regolamento di esecuzione ed attuazione del Codice dei contratti, la stazione appaltante potrà trattenere dal certificato di pagamento le somme dovute, per effettuare i pagamenti in sostituzione dell’appaltatore/subappaltatore inadempiente nei confronti dei lavoratori impiegati nell’esecuzione del contratto, in base alle risultanze del DURC.


QUESITO-2010-058-3612B

Oggetto: Inadempimento degli obblighi previdenziali e rata di saldo

Appalto per lavori per interventi di manutenzione straordinaria dell'arredo urbano delle vie e piazze cittadine finanziati con il bilancio 2007. I lavori sono stati ultimati e sono stati liquidati regolarmente n. 2 SAL. Successivamente il DURC dell’appaltatore risulta irregolare ai fini di poter procedere all’emissione del certificato di regolare esecuzione nonché della liquidazione della rata a saldo e svincolo della cauzione definitiva. Da una visura camerale risulta che l’appaltatore ha cessato ogni attività, successivamente alla data di redazione del conto finale regolarmente sottoscritto, senza che ne sia stata data formale comunicazione. A seguito della richiesta dell’AVCP di invio del mod. A) di cui al comunicato Presidenziale del 29/07/2010, è stato richiesto ai due Enti creditori l’ammontare del debito: un Ente chiede contestualmente il pagamento dell’importo dovuto nei limiti del credito vantato dall’appaltatore per i lavori eseguiti per conto di questa Amministrazione, mentre l’altro informa anche che è stato emesso un decreto ingiuntivo del Tribunale del Lavoro di Verona. Tutto ciò premesso, si chiede quanto segue: a) è opportuno corrispondere l’intero importo della rata a saldo unicamente all’Ente che chiede formalmente il pagamento oppure la somma disponibile va ripartita comunque tra i due Enti creditori in proporzione all’importo del debito? b) come comportarsi con la cauzione definitiva, dato che nel contratto d’appalto è previsto il diritto della stazione appaltante di rivalersi sulla stessa nel caso di inadempienze contrattuali, e nel capitolato speciale d’appalto è previsto che la stazione appaltante possa avvalersi della garanzia fideiussoria per le spese dei lavori da eseguirsi d’ufficio nonché per il rimborso delle maggiori somme pagate durante l’appalto in confronto ai risultati della liquidazione finale?

RISPOSTA

Per la risoluzione del quesito posto, va preliminarmente verificata l’effettiva pertinenza dei crediti vantati dagli enti previdenziali all’appalto affidato, atteso che l’intervento sostitutivo della stazione appaltante ai sensi dell’art. 7, comma 3, del D.M. 145/2000 si riferisce a casi di inadempimento degli obblighi previdenziali e assicurativi nei riguardi dei lavoratori impiegati in cantiere, verificatisi durante l’esecuzione dei lavori (e non successivamente alla loro ultimazione).

Ciò chiarito, va conseguentemente quantificato l’esatto ammontare delle somme dovute nei termini suddetti.

Ove l’ammontare della rata di saldo non risulti sufficiente a coprire l’importo del credito vantato dagli Enti previdenziali e/o assicurativi, la Stazione appaltante può procedere all’escussione della cauzione definitiva, come previsto dall’art. 101, comma 3, del D.P.R. 554/1999, a tenore del quale “Le stazioni appaltanti hanno inoltre il diritto di valersi della cauzione per provvedere al pagamento di quanto dovuto dall'appaltatore per le inadempienze derivanti dalla inosservanza di norme e prescrizioni dei contratti collettivi, delle leggi e dei regolamenti sulla tutela, protezione, assicurazione, assistenza e sicurezza fisica dei lavoratori comunque presenti in cantiere”.


QUESITO-2010-007-3315B

Oggetto: Le "comunicazioni in corso"

Questo Ente, nell'ambito delle verifiche delle dichiarazioni rese in sede di gara, ha richiesto alla locale agenzia delle entrate di confermare se la ditta classificatasi prima in graduatoria ha posizioni pendenti definitivamente accertate in relazione al pagamento di imposte e tasse. L'agenzia interpellata risponde, a' sensi della circolare 34/E del 25/05/2007, che la ditta in questione ha delle comunicazioni in corso, in fase di definizione. Ora si chiede come debbano essere considerate le "comunicazioni in corso" e precisamente se tale situazione può comportare l'esclusione dalla gara, considerato che la regolarità fiscale deve essere verificata alla data di presentazione dell'offerta; oppure al fine dell'esclusione si devono considerare solo le posizioni già notificate e definite, di cui gli interessati sono a conoscenza, considerato che la dichiarazione resa a' sensi dell'art. 38 lett. g) del D. Lgs. 163/2006 si riferisce a "....violazioni, definitivamente accertate..."?

RISPOSTA

In forza dell’inequivocabile dato normativo [art. 38, comma 1, lett. g), D.Lgs. 163/2006], come correttamente evidenziato nel quesito, le violazioni rispetto agli obblighi relativi al pagamento di imposte e tasse, rilevanti per l’esclusione dalla gara sono esclusivamente quelle “definitivamente accertate”.

Tale carattere di definitività, per la precisione, consegue ad una decisione giurisdizionale o ad un atto amministrativo di accertamento tributario non impugnato e divenuto incontestabile (Agenzia delle Entrate, Circolare 34/E del 2005).

Nel caso in esame, conseguentemente, non paiono sussistere le condizioni per procedere all’esclusione del concorrente, non essendo possibile ravvisare nelle “comunicazioni in corso” segnalate dall’Agenzia delle Entrate il suddetto requisito della definitività.

Ciò posto, si fa presente che, in base alla precisazione fornita dall’Agenzia delle Entrate nella citata circolare 34/E del 2005, la certificazione dei c.d. “carichi pendenti” a riscontro delle autodichiarazioni, è finalizzata a consentire alla stazione appaltante di compiere le valutazioni di competenza in ordine alla sussistenza del requisito in argomento e che l’omessa dichiarazione, da parte del concorrente, dell’esistenza di carichi pendenti che lo riguardino potrebbe assumere rilevanza solo ove tale dichiarazione sia espressamente richiesta dal bando di gara.


QUESITO-2010-004-3299Z

Oggetto: DURC in occasione del pagamento di rate relative ad appalti di servizi e forniture

Fermo restando che il DURC deve essere acquisito da parte della stazione appaltante per tutte le aggiudicazioni e per la stipula dei contratti relativi a lavori, forniture e servizi, anche se di importi esigui e se affidati in economia, o direttamente, si chiede se lo stesso debba essere acquisito anche prima della liquidazione di ogni singola fattura relativa a contratti di fornitura o servizi. In caso di risposta affermativa si chiede di conoscere la normativa di riferimento.

RISPOSTA

Ai fini di definire la questione inerente la richiesta del DURC in fase di pagamento di appalti pubblici di servizi e forniture, è oggi necessario fare riferimento alla circolare dell’INPS n. 122 del 30 dicembre 2005. Detta circolare individua le fasi nelle quali occorre acquisire il documento di regolarità contributiva, ricomprendendovi le fasi di liquidazione degli appalti pubblici di forniture e di servizi (questi ultimi limitatamente ai servizi di pulizia, ai sensi dell’art.5 Legge n.82/1994). Va poi fatto riferimento all’art. 7 del Decreto Ministero del Ministero del Lavoro 24/10/2007 ed alla relativa circolare interpretativa dell’INAIL n. 5/2008, che limitano la validità del DURC inerente gli appalti pubblici alla fase per la quale il certificato è stato richiesto.

Va precisato, per completezza, che la bozza di regolamento di attuazione del codice dei contratti, in corso di assunzione, prevede espressamente l’obbligatorietà di acquisizione del DURC per il pagamento sia degli stati avanzamento lavori che delle prestazioni relative a servizi e forniture.

Ad oggi pertanto, nelle more dell’adozione delle norme regolamentari che dispongano univocamente detta obbligatorietà, il DURC in occasione del pagamento di rate relative ad appalti di servizi e forniture, va richiesto ai sensi delle richiamate circolari.


QUESITO-2009-051-3159Z

Oggetto: DURC con riferimento alla fase di “liquidazione finale e regolare esecuzione”.

Con riferimento al riscontro al quesito n. 3156 del 13/8/2009, si chiede se - in presenza di un DURC richiesto ad ultimazione dei lavori per procedere al pagamento del sal corrispondente allo stato finale dei lavori stessi - ad avvenuta approvazione del certificato di collaudo (e quindi in un tempo successivo rispetto alla validità, prevista in un mese, per il certificato di regolarità contributiva) per procedere al pagamento della rata di saldo, corrispondente allo svincolo della ritenuta dello 0.5% prevista dall’art. 7 del Capitolato generale, l’ amministrazione deve ugualmente procedere a nuova richiesta di DURC oppure considerare valido il certificato già in proprio possesso e riferito, in ogni caso, allo specifico periodo di esecuzione dei lavori.

RISPOSTA

Come previsto dalla vigente normativa, il DURC per i contratti pubblici è legato allo specifico appalto e, nell’ambito dello stesso, alla singola fase per la quale il certificato è richiesto. Ne consegue che lo stesso non è spendibile per più fasi dello stesso appalto.

Si ritiene pertanto necessario, nel caso prospettato, acquisire un nuovo DURC con riferimento alla fase di “liquidazione finale e regolare esecuzione”. Ciò anche se la data alla quale far riferimento per la richiesta di regolarità contributiva dell’impresa coincide con quella già esposta per l’acquisizione del DURC riferito all’ultimo stato d’avanzamento.


QUESITO-2009-050-3156Z

Oggetto: DURC per procedere al pagamento della rata di saldo

Si chiede se, a collaudo dei lavori eseguiti, l’amministrazione debba richiedere agli enti competenti il DURC per procedere al pagamento della rata di saldo quando quest’ultima corrisponde allo svincolo della ritenuta dello 0.50% a garanzia dell’osservanza da parte dell’impresa degli obblighi previsti dall’art. 7 del capitolato generale.

RISPOSTA

L’art. 7 del DM 145/00 prescrive alla Stazione Appaltante di operare la ritenuta dello 0,50% sui SAL pagati progressivamente all’appaltatore, proprio quale garanzia dell’osservanza delle norme e prescrizioni dei contratti collettivi, delle leggi e regolamenti sulla tutela, sicurezza, salute, assicurazione e assistenza dei lavoratori. Il comma 4 del citato art. 7 dispone che detta ritenuta vada liquidata all’appaltatore ad avvenuta approvazione del certificato di collaudo provvisorio e solo previa acquisizione di nulla osta degli enti previdenziali e contributivi competenti.

Ne discende che, per procedere alla liquidazione della citata ritenuta di garanzia, l’Amministrazione ha l’obbligo di richiedere il DURC per l’impresa appaltatrice e le eventuali imprese subappaltatrici, con riferimento allo specifico periodo di esecuzione dei lavori.


QUESITO-2009-048-3154Z

Oggetto: DURC in occasione di ogni SAL

si chiede se si può procedere all'emissione del certificato di pagamento di lavori sulla base del durc regolare emesso con riferimento alla data dello stato di avanzamento precedente. Esempio: per un appalto è stato emesso uno stato di avanzamento alla data del 15.6.2009 e per quella data è stato acquisito il durc regolare. Poi viene presentato un secondo stato di avanzamento alla data del 15.7.2009; pago il relativo certificato di pagamento sulla base della regolarità contributiva dell'impresa al 15.6.2009 e così di seguito per i futuri s.al. Ciò al fine di accelerare i tempi di pagamento in considerazione del fatto che comunque, in caso di irregolarità contributiva, si può bloccare il pagamento successivo o il saldo.

RISPOSTA

L’attuale regime normativo impone alla S.A. di acquisire il DURC in occasione di ogni SAL e la validità del documento è limitata alla specifica fase per cui è stato richiesto. Pertanto, prima di procedere al pagamento di ciascun SAL, la S.A. deve acquisire il DURC comprovante la regolarità contributiva delle imprese presenti in cantiere con riferimento alle prestazioni rese alla data di contabilizzazione dei lavori, non risultando possibile la dilazione degli effetti del documento prospettata nel quesito. Va peraltro precisato che i termini per i pagamenti dei SAL, stabiliti dall’art. 29 del D.M. 145/2000, sono compatibili con i tempi procedurali necessari per l’acquisizione del DURC, che viene reso dallo Sportello Unico Previdenziale entro 30 giorni dalla data della richiesta inoltrata direttamente dalla Stazione Appaltante (principalmente per via telematica), ai sensi della Legge 2/2009.


QUESITO-2009-034-3069Z

Oggetto: Violazioni di obblighi tributari

In seguito a verifiche avviate d’ufficio per accertare la veridicità di quanto dichiarato dalla ditta aggiudicataria provvisoria di appalto di lavori, è risultata avere “carichi pendenti definitivamente accertati: residuo ruolo da modello unico anno 2001 in € 1.630,64 in corso di rateizzazione…. – ruolo da modello 770 anno 2004 in € 23.165,99 – ruolo da modello unico anno 2004 in € 429.023,01”. Abbiamo contestato alla ditta le ultime due pendenze fiscali e ci ha risposto che: - per la pendenza di € 23.165,99 ha presentato istanza di rateazione all’agente della riscossione che “sicuramente accoglierà la suddetta istanza”; - per la pendenza di € 429.023,01 ha presentato ricorso, poi rigettato, e che “ha intenzione di proporre appello avverso la sentenza di rigetto” entro i termini; l’accertamento della violazione fiscale non è quindi definitivo. Abbiamo risposto citando il parere dell’autorità di vigilanza sui contratti pubblici n. 23/2009 e abbiamo chiesto alla ditta di provare la sussistenza delle condizioni ivi previste mediante idonea documentazione. Non ci è pervenuta alcuna documentazione; la ditta chiarisce che della prima pendenza fiscale contestata ne è venuta a conoscenza solo dopo aver presentato l’offerta e che comunque la cartella di pagamento è stata notificata in modo irregolare. Perciò la pendenza non può dirsi definitiva . Scrive ancora di aver richiesto all’agente della riscossione copia della cartella di pagamento e della relativa relata di notifica, ed infine di aver ricevuto dal predetto agente solo copia parziale dei documenti, che non ha mai esibito. Ci sembra che la ditta stia tergiversando. Anche perché ha dichiarato di aver chiesto la rateazione del primo addebito contestato e di voler al tempo stesso presentare ricorso. Ma la richiesta di rateazione non comporta l’implicita accettazione del contenuto della cartella di pagamento e non preclude l’impugnazione della cartella? Chiediamo consigli su come procedere.

RISPOSTA

Per essere ammesse alle procedure di aggiudicazione di appalti pubblici le imprese non devono aver commesso violazioni di obblighi tributari, contestate dall`Amministrazione finanziaria mediante atti divenuti definitivi. Occorre precisare che la definitività dell’irregolarità tributaria è tale ove sia decorso il termine di impugnazione o, nel caso in cui sia stata proposta impugnazione, dal passaggio in giudicato della pronuncia giurisdizionale. Dette informazioni dovrebbero essere contenute nel certificato rilasciato dal competente ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate “c.d. carichi pendenti”, reso secondo la modulistica del 25.06.2001, di cui è stata confermata la validità con circolare della stessa Agenzia n.34/E/2007.

Nel caso di specie quindi occorre verificare se, alla data di presentazione dell’offerta, le pendenze relative al mod. 770 ed al mod. Unico dell’anno 2004, risultanti nella certificazione acquisita dall’Ente, fossero definitive nell’accezione sopra richiamata, o fossero ancora impugnabili. Nel caso in cui la Ditta non fornisca la documentazione richiesta si consiglia comunque di approfondire il contenuto del certificato rilasciato dal competente ufficio Tributario.


QUESITO-2009-005-2910Z

Oggetto: durata DURC per servizi e forniture

Con riferimento all’obbligo di acquisire il DURC per ogni affidamento di FORNITURE e SERVIZI, con la presente si chiede: - se la durata del certificato è pari ad un mese oppure se è limitata allo specifico appalto ed alla fase per la quale il certificato viene richiesto (es: stipula contratto, ordine di fornitura, pagamento fatture etc) come per i lavori pubblici; - se l’acquisizione del durc sia prevista anche nel caso in cui le forniture siano eseguite presso ditte che hanno stipulato con l’amministrazione centrale apposite convenzioni; - se l’acquisizione del certificato sia necessaria anche nel caso di servizi attinenti la telefonia, l’erogazione di acqua, gas ed energia elettrica oppure se tali servizi sono considerati esonerati dall’obbligo suddetto in quanto da ritenersi compresi tra i servizi esclusi dall’applicazione del codice dei contratti pubblici

RISPOSTA

Va premesso che l’obbligo di acquisizione del DURC, le relative modalità e indicazioni circa la sua durata, sono disciplinati da varie disposizioni, diverse per le specifiche fattispecie. In particolare il DURC è necessario nell’ambito degli appalti pubblici (tra cui la L. n. 266/2002 ed il D. Lgs 163/2006), nei lavori privati in edilizia, qualora sussista l’obbligo di inizio attività o rilascio di permesso di costruire (D. Lgs. 10.09.2003 n. 276), nonché per fruire dei benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale (L. 296/2006).

Ciò posto, con riferimento ai quesiti posti:

1) Per tutti gli appalti pubblici (lavori, servizi e forniture) la validità del DURC è limitata alla fase per la quale il certificato è stato richiesto (vedasi normativa di riferimento e, da ultimo, art. 7 Decreto Ministero del Ministero del Lavoro 24/10/2007 e relativa circolare interpretativa dell’INAIL n. 5/2008).

2) Pur nella difficoltà di comprensione della domanda posta, si precisa che il DURC per gli appalti pubblici va acquisito dall’Amministrazione che ha stipulato il contratto, per tutte le prestazioni da esso discendenti, nelle varie fasi previste dalle disposizioni di legge di riferimento. Questo anche quanto il contratto venga stipulato a seguito di una convenzione principale (ad esempio CONSIP).

3) L’acquisizione del certificato non pare necessaria al di fuori dei casi previsti dalla normativa.

Si consiglia comunque, per aspetti specifici, di rivolgersi agli Enti previdenziali.


QUESITO-2009-002-2899Z

Oggetto: DURC per servizi e forniture

Si chiede se la richiesta del DURC da parte della stazione appaltante sia obbligatoria anche in caso di affidamento di forniture e servizi - sia mediante procedura ad evidenza pubblica, sia mediante l’utilizzo del mercato elettronico che attraverso l’utilizzo del D.M. 4/12/2002 “ Regolamento di semplificazione dei procedimenti di spesa in economia del Ministero per i Beni e le attività culturali” -. Si chiede inoltre se è previsto un importo minimo ai fini della richiesta sessa.

RISPOSTA

L'art. 38 del D. Lgs 163/2006 e smi, applicabile anche agli appalti di forniture e servizi, dispone, al comma 1 lett. i), che sono esclusi dai procedimenti di affidamento i soggetti che “hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali, secondo la legislazione italiana o dello Stato in cui sono stabiliti”. Ne consegue che il DURC va acquisito per ogni tipologia di affidamento, a prescindere dal valore economico di spesa.


QUESITO-2009-001-2898Z

Oggetto: DURC per professionista

Avendo, il Testo Unico, di fatto assimilato l'incarico tecnico affidato ad un professionista ad una prestazione di servizi, per il pagamento di un acconto sulla parcella professionale è necessaria l'acquisizione del DURC (regolarità contributiva)? Se si, esiste una procedura codificata per il rilascio dello stesso, visto che i procedimenti telematici attualmente in uso con le Casse Edili, non supportano la casistica in esame (rif. Inarcassa)?

RISPOSTA

Per gli appalti di servizi attinenti all’ingegneria ed all’architettura, la vigente normativa impone la verifica della regolarità contributiva limitatamente alla fase di affidamento dell’incarico (vedasi artt. 38 e 90 c. 7 del D.Lgs. n.163/2006 e smi). Occorre peraltro tener presente che, nella bozza di regolamento di attuazione del codice dei contratti in corso di assunzione, è stata introdotta una norma che prevede l’obbligatorietà di acquisizione del DURC per il pagamento sia degli stati avanzamento lavori che delle prestazioni relative a servizi e forniture.

Ad oggi, nelle more dell’adozione di norme che dispongano univocamente detta obbligatorietà, ed in assenza di eventuali disposizioni specifiche contenute nei documenti contrattuali, non pare sussistere l’obbligo di acquisizione della documentazione comprovante la regolarità contributiva ai fini del pagamento di un acconto sulla parcella professionale.

Con riferimento al secondo quesito, va premesso che la certificazione di regolarità contributiva (che si ricorda essere obbligatoria nella fase di affidamento dell’incarico) è l’attestazione con la quale l’Ente competente certifica la regolare posizione, ai fini previdenziali, dei propri iscritti. Ora, il DURC viene attualmente rilasciato dall'Inps, dall'Inail o dalla Cassa edile, e comprova la regolarità dell’impresa nei confronti di detti Enti. Per i professionisti quindi, deve essere acquisito, attraverso distinte richieste, sia il DURC (se trattasi ad esempio di società tenuta ai versamenti INPS e INAIL), sia la certificazione dell’INARCASSA o degli altri Enti previdenziali di settore, quali EPAP ecc.


QUESITO-2008-081-2884Z

Oggetto: diversi quesiti

Nel caso di lavori pubblici, si chiede:

1) se il DURC deve essere richiesto, e quindi verificata la regolarità contributiva dell'impresa esecutrice, dal Direttore dei lavori prima di emettere lo Stato di avanzamento oppure dal Responsabile del procedimento prima di emettere il certificato di pagamento.

2) Se è necessario che il DURC venga richiesto dall'amministrazione appaltante o se la stessa amministrazione possa accettare copia conforme del certificato rilasciata dalla stessa impresa esecutrice e riferito ad altro lavoro.

3) A quale responsabilità incorra l'amministrazione appaltante nel caso in cui si proceda al pagamento di stati di avanzamento senza che sia stato richiesto il certificato di regolarità contributiva oppure sia stato acquisito durc rilasciato per lavori privati e presentato dall'impresa esecutrice.

RISPOSTA

L’art. 118, comma 6, ultimo periodo del Codice dei contratti, come di recente novellato dal D. Lgs. 152/2008, prevede che “ai fini del pagamento degli stati di avanzamento dei lavori o dello stato finale dei lavori, l'affidatario e, per suo tramite, i subappaltatori trasmettono all'amministrazione o ente committente il documento unico di regolarità contributiva”. Peraltro, il decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale in data 24.10.2007, all’art. 3 c. 3, stabilisce che nell’ambito delle procedure di appalto il DURC relativo all’appaltatore o subappaltatore può essere richiesto anche dalle amministrazioni pubbliche.

Ciò premesso, con riferimento ai quesiti posti:

1) il DURC va acquisito dal RUP prima del certificato di pagamento;

2) l’appaltatore deve produrre direttamente alla S.A. il proprio DURC e quello ad esso fornito dai subappaltatori, riferito tuttavia allo specifico cantiere e SAL, fermo restando che la Stazione Appaltante può a sua volta richiederlo autonomamente.

3) il soggetto tenuto a verificare ed attestare i presupposti previsti dalla legge per l’emissione del certificato di pagamento, risponde secondo le regole generali delle responsabilità erariali per le eventuali conseguenze derivanti da pagamenti effettuati senza DURC o con DURC non valido, ferme restando le responsabilità disciplinari previste dall’ordinamento di appartenenza.


QUESITO-2008-052-2762Z

Oggetto: DURC irregolare

In una procedura aperta per affidamento di lavori, in fase di verifica dei requisiti l’aggiudicatario provvisorio è risultato non in regola con il versamento dei contributi INPS alla data di scadenza presentazione offerte (motivazione: “posizione individuale INPS non in regola”). Regolari le posizioni INAIL e CASSA EDILE. Sentita l’INPS si è appurato che l’irregolarità era dovuta ad un mancato pagamento riferito al Socio Accomandatario, mentre le posizioni dei dipendenti erano regolari. La ditta, interpellata, ha dichiarato di aver proceduto a verificare la propria posizione appurando che la 1° rata del contributo del socio, scaduta 20 gg. prima rispetto alla data di verifica, non era stata versata dal titolare in quanto lo stesso non ne era al corrente; per un disguido postale il piano di pagamento era stato erroneamente recapitato ad altro indirizzo (quindi mai ricevuto). La ditta ha provveduto immediatamente al pagamento del contributo, sanando così la propria posizione. La S.A. ha chiesto un nuovo DURC risultato regolare (ovviamente in nuova data). 1) La S.A. può procedere all’aggiudicazione definitiva valutando discrezionalmente non grave l’inadempimento in quanto riconducibile ad errore scusabile da parte della ditta? O, stante la definitività dell’accertamento alla data di partecipazione alla gara, deve procedere all’esclusione? Anche l’impresa seconda classificata presenta un DURC irregolare per tutte le posizioni: INPS, INAIL e CASSA EDILE. 2) Se si aggiudica al 1° classif., il 2° classif. va comunque escluso dal procedimento di gara e segnalato all’Autorità di Vigilanza? E’ necessario il contraddittorio con il 2° classif., pur in presenza di un DURC irregolare per tutte le posizioni? L’incameramento della cauzione provvisoria, art. 48 del D.Lgs. 163/2006, va disposto nel caso di esclusione della sola 2° classif? Oppure, ai sensi art. 75 c. 6 si deve ritenere che la cauzione non sia escutibile poiché l’impresa non è mai risultata affidataria?

RISPOSTA

Secondo il costante orientamento giurisprudenziale (C.d.S. sez.V 4373/07 e 147/08), in presenza di irregolarità contributive delle imprese, accertate tramite il DURC, la S.A. può solo prendere atto del certificato e non valutarne autonomamente il contenuto. Con riferimento alla “gravità” delle irregolarità, va tenuto presente che il D.M. Lavoro 24.10.07, artt. 8 e 9, prevede le ipotesi “non gravi” che già all’origine non risultano ostative al rilascio del DURC.

Ne consegue che il DURC comprovante gli obblighi contributivi dell’impresa partecipante ad un appalto deve essere regolare alla data della presentazione dell’offerta, a nulla rilevando eventuali adempimenti tardivi. La S.A. deve tuttavia verificare, pur in presenza di un DURC negativo, se l’impresa, prima della scadenza del termine di presentazione dell’offerta, si sia avvalsa di ricorsi, abbia richiesto condono o rateizzazione: in tal caso l’accertamento non risulta definitivo e non comporta l’esclusione.

Ciò posto, nel caso di specie:

1) l’impresa aggiudicataria provvisoria va esclusa dalla gara e ne va data comunicazione all’Autorità;

2) va instaurato un contradditorio con l’impresa 2^ classificata, al fine di verificare sia l’incontestabilità dell’accertamento sia l’eventuale presenza di una dichiarazione non veritiera, tale da rientrare nelle cause di esclusione ex art.38 c.1 lett. h) D.Lgs. 163/06 (da comunicare, oltre che all’Autorità di Vigilanza anche all’Autorità giudiziaria, per le valutazioni di competenza).

Trattandosi di esclusioni per mancato possesso dei requisiti di ordine generale, non risulta applicabile la sanzione dell’escussone della cauzione provvisoria, prevista dall’art.48 D.Lgs. 163/06 per i soli casi di mancata dimostrazione del possesso dei requisiti di ordine speciale (C.d.S. n.5009/06).

Si ricorda infine che, se trattasi di gara con esclusione automatica delle offerte anomale, va ricolcalata la soglia di anomalia, ai fini della riformulazione della graduatoria.


QUESITO-2008-049-2748B

Oggetto: cambiamento contratto di lavoro

Qualora un'Impresa, aggiudicataria dei lavori di sfalcio dell'erba lungo le Strade Provinciali, abbia dichiarato in sede di offerta di applicare il C.C.N.L. edile artigiano deve obbligatoriamente essere iscritta alla Cassa Edile, anche se effettua lavori non strettamente di natura edilizia (ma di sfalcio dell'erba)? Un'Impresa, aggiudicataria dei lavori di sfalcio dell'erba lungo le Strade Provinciali, ha dichiarato all'atto dell'offerta di applicare il C.C.N.L. edile artigiano. Ora, poco prima della stipula del contratto, la stessa comunica alla stazione appaltante l'intenzione di cambiare il C.C.N.L. da "edile artigiano" a "metalmeccanici". La stazione appaltante quali documenti deve richiedere all'Impresa? Questo nuovo contratto può conciliarsi con la tipologia di lavoro da eseguire?

RISPOSTA

In relazione alla prima questione posta, pare fuor di dubbio che l’obbligo di iscrizione alla Cassa Edile sussista per tutte le imprese aderenti al contratto collettivo degli edili, ancorché applicato a lavoratori impiegati in attività di natura non strettamente edilizia.

Per quanto attiene alla documentazione da produrre in seguito al cambiamento del contratto collettivo applicabile alle maestranze utilizzate nell’appalto in oggetto, l’aggiudicatario dovrà fornire alla Stazione appaltante le informazioni e i dati necessari per le verifiche da compiere nelle successive fasi dell’appalto, con particolare riferimento all’acquisizione del D.U.R.C.

Infine, in merito alla compatibilità del C.C.N.L. “Metalmeccanici” con la tipologia del lavoro da eseguire, si rammenta che, ai sensi dell’art. 118, comma 6, del D.Lgs. 163/2006, l’affidatario è tenuto ad osservare integralmente il trattamento economico e normativo stabilito dai contratti collettivi in vigore per il “settore”, nella fattispecie, quello della manutenzione, sistemazione e creazione del verde pubblico e privato.

Peraltro, tale valutazione, per la quale si suggerisce comunque di rivolgersi agli enti previdenziali ovvero alle associazioni di categoria, va condotta tenendo conto che: a) la normativa di settore è finalizzata alla tutela, protezione, assicurazione ed assistenza dei lavoratori e b) che per l’esatta individuazione del contratto collettivo in concreto applicabile, occorre avere riguardo, oltre a quanto previsto dall’art. 2070 c.c., al complesso delle attività esercitate dall’impresa, atteso che taluni contratti si riferiscono ad imprese che esercitano “in via esclusiva” determinate attività.


QUESITO-2008-036-2664Z

Oggetto: DURC rilasciato dall'Appaltatore

Per il pagamento dello stato di avanzamento il certificato DURC deve essere presentato dall'impresa, naturalmente riferito alla data di emissione del SAL,come previsto dall'art. 118 , comma 6 del D.Lgs. n. 163/06, o deve essere richiesto dalla Pubblica Amministrazione? Nel caso valga la prima ipotesi l'impresa deve consegnare l'originale o basta una semplice copia fotostatica sottoscritta dal legale rappresentante che dichiara che la copia è conforme all’originale corredata dalla fotocopia del documento d’identità dello stesso?

RISPOSTA

Va premesso che, dalle vigenti disposizioni in materia di regolarità contributiva nelle varie fasi dell’appalto di opere pubbliche, discendono obblighi sia a carico dell’impresa sia a carico dell’Amministrazione pubblica. Infatti, oltre all’art. 118 c.6 del D. Lgs. 163/2006 citato nel quesito, che prevede la produzione periodica da parte dell’appaltatore dei documenti attestanti la regolarità contributiva, vige l’art. 7 del D.M. 145/2000 (capitolato generale d’appalto) che prescrive al responsabile del procedimento l’obbligo di comunicare per iscritto agli enti previdenziali e assicurativi l'emissione di ogni certificato di pagamento. Ciò posto, considerato l’obbligo di informazione a carico del RUP previsto dal citato DM 145/2000 e le informazioni attinenti al singolo cantiere da fornire in sede di richiesta del DURC, è opportuno che, ai fini del pagamento dello stato d’avanzamento, sia la Stazione Appaltante a richiedere il certificato allo Sportello unico Previdenziale.

Nel caso in cui il DURC venga prodotto dall’Appaltatore occorre verificare che lo stesso sia stato rilasciato per lo specifico SAL dell’appalto oggetto di verifica. In tal caso, il certificato può essere prodotto in originale o copia conforme all’originale, ai sensi e con le modalità dell’art. 18 del D.P.R. 445/2000. 


QUESITO-2008-012-2496Z

Oggetto: verifica autcertificazione

con riferimento all'art. 9 comma 4 del decreto 24.10.2007 si chiede presso quale ente o organo sia possibile verificare l'autocertificazione resa dall'interessato per quanto attiene alle violazioni che comportano sanzioni amministrative non rilevabili dal certificato del casellario giudiziale ed indicate dall'allegato A al decreto stesso.

RISPOSTA

La questione posta è stata chiarita dal Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale con la recente circolare prot. 25/I/0001663 in data 30.01.2008, ove viene precisato che le cause ostative di cui all’allegato A) al DM del 24.10.2007 sono da riferirsi esclusivamente al DURC richiesto ai fini della fruizione di  benefici normativi e contributivi, come previsto dall’art. 1 comma 1176 della Legge 296/06,  e non al DURC attinente agli appalti pubblici o privati.

Ne consegue che, secondo i chiarimenti interpretativi del Ministero, le disposizioni dell’art. 9 del citato DM 24.10.2007 non sono applicabili agli appalti pubblici, per i quali vige, in materia previdenziale e di lavoro, specifica disciplina.


QUESITO-2007-038-2235C

Oggetto: requisiti di ordine generale

Si chiede se sussistano i requisiti di ammissibilità o meno a partecipare a gara d’appalto per lavori pubblici e quindi a stipulare contratto con la P.A., di una azienda “XYZ”, nella quale un soggetto Sig. “AB” che ha rivestito nell’ultimo triennio la carica di presidente del consiglio di amministrazione e di direttore tecnico in tale società, ma non più in carica al momento formulazione dell’offerta, risulti indagato per reati di turbativa d’asta e truffa ai danni dello stato, e nei confronti del quale siano state applicate misure di restrizione della libertà personale. Si specifica quanto segue: - 21.05.2007 indizione appalto lavori con bando; - 21.05.2007 lettera invito a procedura negoziata a massimo ribasso; - 23.05.2007 data nella quali nei maggiori quotidiani compare la notizia dell’indagine giudiziaria per la ditta “XYZ” e per turbativa d’asta con arresti anche e del Sig.”AB”; - 24.05.2007 data spedizione dall’ufficio postale degli inviti; - 04.06.2007 cessazione dalla carica di presidente del consiglio di amministrazione e di direttore tecnico del Sig. “AB”; - 18.06.2007 data dell’istanza di gara ditta “XYZ”; - 19.06.2007 data presentazione offerta di gara ditta “XYZ”; - 19.06.2007 termine di scadenza del bando.

RISPOSTA

La risposta è affermativa.

I requisiti di ammissibilità cui allude il quesito sono quelli “di ordine generale” elencati dall’art. 38 del D. Lgs. 163/06.

Le fattispecie ivi previste determinano l’esclusione dalle gare, (rectius, dalle procedure di affidamento: aperte, ristrette e negoziate) e il conseguente divieto di sottoscrizione del relativo contratto.  Dato il rilievo delle conseguenze che producono nei confronti dell’operatore economico, la loro elencazione è da ritenersi fatta secondo il principio di tassatività: vale a dire che non è possibile interpretarle estensivamente o per analogia.

Fra quelle fattispecie, quindi, non si rinviene la sottoposizione ad indagine di cui al quesito: e cioè l’esercizio dell’azione penale, sia pure al fine di dimostrare la sussistenza dei reati di turbativa d’asta e truffa ai danni dello Stato. A tal riguardo solo la sentenza di condanna passata in giudicato potrà rilevare ex art. 38 citato.

Lo stesso dicasi anche per le misure cautelari personali nel quesito citate: esse vanno distinte dalle misure di prevenzione ex art. 3, l. 1423/1956 – come contemplate dalla lett. b) del I° comma dell’art. 38 – le quali rilevano, pur in pendenza di procedimento penale, solo ai fini di delitti associativi di stampo mafioso.


QUESITO-2007-036-2229Z

Oggetto: imprese subappaltatrici con DURC irregolare

Oggetto: Lavori di costruzione (………) 1° stralcio. Premesso che non sono ancora applicabili le disposizioni contenute nei commi dal 28 al 33 compreso, dell’art. 35 della legge n. 248/2006, per effetto del comma 34, medesimo articolo. Che però, ai sensi dell’art. 118, comma 6, del d.lgs n. 163/2006, le Imprese appaltatrici sono responsabili in solido con le Imprese subappaltatrici dell’osservanza delle norme stabilite dai C.C.N., nei confronti dei loro dipendenti, per le prestazioni rese nell’ambito di un subappalto. Tutto ciò premesso si chiede un parere in merito alle possibili soluzioni da adottare per la liquidazione di un SAL, nel caso in cui una delle Imprese subappaltatrici abbia un DURC irregolare: a) liquidazione dello Stato di Avanzamento Lavori all’Impresa appaltatrice, al netto delle somme insolute e complessivamente accertate nei confronti dell’impresa subappaltatrice con DURC non regolare, e contestuale pagamento di dette somme (circa 93.000 €) agli Enti previdenziali ed assistenziali creditori (INAIL, INPS e Cassa Edile) – art. 41 Legge Regionale 27/2003; b) liquidazione dello Stato di Avanzamento Lavori all’Impresa appaltatrice nell’ammontare corrispondente alla differenza tra l’importo del S.A.L. ed il corrispettivo dovuto dall’appaltatore al subappaltatore (circa 58.000 €) e contestuale pagamento dell’importo del subcontratto agli Enti previdenziali ed assistenziali creditori (INAIL, INPS e Cassa Edile), con il riparto fra gli stessi della somma disponibile; c) sospensione del pagamento dell’intero S.A.L. in attesa della regolarizzazione del subappaltatore; N.B.: nel contratto stipulato con l’impresa appaltatrice sono espressamente richiamate le disposizioni contenute nell’art. 41, comma 1, lettere a)-b) e c) della L.R. n. 27/2003 e l’importo delle ritenute (0.5%) operate nel C.P. n. 1 a favore degli enti previdenziali è pari ad € 4.265,23.

RISPOSTA

Nel contesto giuridico attuale non risulta facile delineare le misure che la S.A. deve adottare nel caso di accertate irregolarità contributive e retributive di appaltatori e/o subappaltatori, anche in considerazione del fatto che l’art.35 della L.248/2006 non è ancora operativo.

Applicabile al contratto in questione è comunque l’art. 41 della L.R. 27/2003, che riproduce i contenuti della normativa nazionale (ex art. 18 c.7 Legge 55/90, ora art. 118 c.6 D. Lgs. 163/2006) in tema di responsabilità solidale dell’appaltatore, e prevede al c.1 lett. c), che i pagamenti siano corrisposti solo in presenza di dichiarazione di regolarità contributiva. In caso di accertate irregolarità dell’appaltatore e/o del subappaltare si determinano le conseguenze sanzionatorie previste dal legislatore regionale, aventi effetto sul SAL successivo, con pagamento diretto da parte della S.A delle somme dovute agli Enti.

Peraltro le richiamate disposizioni precisano che le responsabilità devono intendersi riferite agli obblighi contributivi e retributivi connessi all’esecuzione delle opere affidate in appalto o subappalto e non alla situazione generale dell’appaltatore o del subappaltatore.

Ciò posto, con riferimento alle soluzioni prospettate nel quesito, tenendo conto delle norme applicabili al contratto in questione, è opportuno che la Stazione Appaltante acquisisca dagli Enti previdenziali la quantificazione dei debiti contributivi del subappaltatore connessi allo specifico cantiere. Potrà poi trattenere il solo debito derivante dalle  irregolarità connesse al cantiere, con versamento diretto delle somme agli Enti preposti, secondo quanto disposto dall’art. 41 c.1 lett. c) ultimo capoverso.


QUESITO-2007-012-2064B

Oggetto: DURC per redazione P.A.T.

Questa Amministrazione comunale deve sottoscrivere per scrittura privata una convenzione d'incarico per la redazione del piano di assetto del territorio comunale (P.A.T.) con un'associazione temporanea ATI costituita da due società (una SRL e una SCARL). Si richiede se sia obbligatoria a tal fine l'acquisizione del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC).

RISPOSTA

Premesso che le richieste di parere in argomento andrebbero più propriamente inoltrate agli enti previdenziali istituzionalmente preposti all’attività di verifica sulla regolarità contributiva nei casi prescritti, l’art. 1 della legge n. 266/2002 prevede l’obbligo di acquisizione della certificazione relativa alla regolarità contributiva delle imprese che risultano affidatarie di un appalto pubblico, delineando, secondo l’interpretazione fornita dalla circolare INPS n. 92 del 26 luglio 2005, una nozione ampia di appalto pubblico, tale da includere non solo gli appalti di lavori pubblici in senso stretto, ma anche gli appalti di servizi e forniture.
Nell’affidamento in esame, pertanto, vista la forma giuridica dell’affidatario, deve ritenersi obbligatoria l’acquisizione del DURC, atteso che la prestazione avente ad oggetto la redazione del piano di assetto del territorio comunale appare ricadere nella definizione normativa di “appalti pubblici di servizi” di cui al combinato disposto dell’art. 3, comma 10, e dell’allegato IIA del D. Lgs. 163/2006 (Codice di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture).
Il predetto allegato, difatti, cita testualmente, all’interno della categoria 12, i servizi attinenti all’urbanistica e alla paesaggistica, nel cui ambito di operatività sono da includere gli incarichi per la redazione del PAT.


QUESITO-2006-104-1962BS

Oggetto: Distacco di operai

La Stazione Appaltante in corrispondenza degli stati di avanzamento nel caso in cui l'Appaltatore si stia avvalendo del "distacco di operai" ai sensi dell'art. 30 del D.gls 276/2003, deve richiedere il DURC dell'impresa distaccante anche se non si tratta di subappalto? E per i contratti similari (non subappalti) occorre richiedere DURC?

RISPOSTA

Il distacco e il contratto di somministrazione di manodopera (ove con la locuzione di “contratti similari” al subbapalto, ma diversi dallo stesso, si intenda riferirsi tale ultima tipologia contrattuale) pur se consentiti dal d.lgs. 276/2003, alle condizioni ivi previste, non trovano una compiuta ed organica disciplina per il caso di utilizzo di detti istituti nell’ambito dell’esecuzione di appalti pubblici. Peraltro, trattandosi di lavoratori impiegati per l’esecuzione dei lavori, e non potendo accertare l’adempimento degli obblighi retributivi, previdenziali ed assicurativi nei confronti dei lavoratori in distacco o somministrati mediante il medesimo DURC che attesta la posizione di regolarità dell’impresa appaltatrice nei confronti dei suoi dipendenti, la verifica in argomento può essere compiuta esclusivamente tramite l’acquisizione della posizione contributiva dei soggetti presenti in cantiere, eventualmente anche mediante la trasmissione cartacea agli enti previdenziali.


QUESITO-2006-092-1925B

Oggetto: Comunicazione relativa emissione certificato di pagamento

Chiarimento sul corretto procedimento in materia di regolarità contributiva. Dopo l'attivazione della nuova procedura per via telematica del controllo della regolarità contributiva delle ditte aggiudicatarie di lavori pubblici si chiede se la stazione appaltante è obbligata a inviare agli enti anche le seguenti comunicazioni: a) comunicazione relativa all'affidamento dei lavori di cui alla circolare Min. LL.PP. del 9.11.1948 e art. 7 del capitolato generale d'appalto; b) comunicazione relativa alla emissione del certificato di pagamento come previsto dall'art. 7 - comma 2 del D.M. n. 145/2000.

RISPOSTA

In seguito all’entrata a pieno regime, lo scorso 1° gennaio, del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), gli adempimenti documentali previsti per la verifica, nelle diverse fasi dell’appalto, della regolarità contributiva, assicurativa e previdenziale delle imprese aggiudicatarie, comprese dunque le comunicazioni previste tanto dal D.M. 145/2000, quanto dal Capitolato Generale d’Appalto per i lavori pubblici di interesse regionale approvato con D.G.R. 2120/2005, risultano assorbiti nelle verifiche compiute per il tramite del predetto documento unico, tranne le comunicazioni da inoltrare agli Enti preposti a compiti di controllo e di vigilanza di situazioni non verificabili telematicamente presso lo Sportello unico previdenziale.
In tal senso, deve ritenersi ancora vigente l’obbligo di dare autonoma notizia dell’affidamento, della ultimazione dei lavori e dell’emissione dei SAL alla Direzione provinciale del lavoro, nonché, limitatamente all’inizio e all’ultimazione dei lavori, all’ Ente paritetico per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Le comunicazioni agli altri Enti (INPS, INAIL e Casse Edili), devono invece intendersi superate dal DURC, in quanto finalizzate ad ottenere la certificazione di posizioni della ditta aggiudicataria ora attestabili per l’appunto mediante il documento unico di regolarità contributiva.


QUESITO-2006-081-1876Z

Oggetto: Iscrizione Cassa Edile

Appalti per costruzione depuratori: nel caso di appalto di lavori di costruzione depuratore per categorie ricadenti in OG e/o OS, vinto da concorrente in possesso di apposito attestato SOA che dichiara di non possedere l’iscrizione alla Cassa Edile in quanto applica altro CCNL (es. metalmeccanico), si vuole conoscere se comunque tale concorrente è tenuto all’obbligo di iscrizione alla Cassa Edile, ovvero, se tale obbligo non sussiste, se esso deve in ogni caso indicare i corrispondenti estremi di iscrizione ad altro istituto i quali dovranno poi essere soggetti alle dovute verifiche, da parte della stazione appaltante, in merito alla regolarità dei versamenti effettuati.

RISPOSTA

In base alle vigenti disposizioni legislative in materia, le imprese esecutrici di lavorazioni edili ed affini, rientranti nel campo di applicazione del contratto collettivo di lavoro per il settore dell’edilizia, sono tenute all’iscrizione delle maestranze alla C.E. territorialmente competente nella zona ove si eseguono i lavori.
Pur non essendo precisato nel quesito le specifiche categorie SOA richieste per l’esecuzione dell’appalto, si presuppone che per la costruzione del depuratore siano previste sia lavorazioni elettromeccaniche che lavorazioni edili ed affini. Per l’esecuzione di queste ultime l’appaltatore/subappaltatore deve dimostrare l’iscrizione alla Cassa Edile competente.
Resta fermo l’obbligo per l’appaltatore/subappaltatore di possedere regolare iscrizione all’INPS ed all’INAIL. Le verifiche, nelle varie fasi dell’appalto, vanno effettuate tramite lo sportello unico previdenziale, con la richiesta di DURC.


QUESITO-2006-069-1841Z

Oggetto: DURC subappaltatore

In materia di Documento Unico Regolarità Contributiva (DURC), si chiede se vi sia l'obbligo della stazione appaltante pubblica, di richiedere il DURC riferito al subappaltatore, in occasione dell'emissione di ciascun SAL: in tal caso, si chiede se il DURC stesso possa essere acquisito tramite l'Impresa appaltatrice; oppure, se l'obbligo di richiedere il DURC sia previsto solo in caso di pagamento del subappaltatore da parte dell'amministrazione appaltante.

RISPOSTA

Si evidenzia che l’obbligo di acquisire i documenti comprovanti la regolarità contributiva dell’appaltatore e del subappaltatore in fase esecutiva discende non tanto dalla legislazione istitutiva del DURC quanto dalla previgente normativa, a partire dall’art. 18 c.7 della Legge 55/90, dall’art. 9, comma 2, del DPCM 55/1991 nonché, in ambito regionale, dall'art. 41 comma 1 lett. b) e c) della L.R. 27/2003.
Dal combinato disposto delle citate norme deriva la necessità che la S.A. acquisisca in occasione dei SAL la certificazione di regolarità contributiva, ora tramite il DURC, non solo per l’impresa appaltatrice ma anche per ogni Ditta subappaltatrice impegnata nel cantiere, indipendentemente dalle modalità di pagamento alla stessa.
Si precisa che, data la natura privatistica del rapporto contrattuale tra l’appaltatore ed il subappaltatore , quest’ultimo non può autocertificare la propria regolarità contributiva, ma deve produrre il DURC riguardante la propria situazione nell’ambito dello specifico cantiere, tramite l’impresa appaltatrice.


QUESITO-2006-044-1749Z

Oggetto: Validità DURC

Il certificato DURC ha validità 3 mesi. Se tra l'emissione di due stati di avanzamento sono passati meno di tre mesi per procedere al pagamento dell'ultimo certificato posso ritenere valido di certificato già in mio possesso o devo richiedere un ulteriore certificato DURC, considerato che la richiesta va fatta per ogni stato d'avanzamento? Il certificato va richiesto solo dalla Stazione Appaltante o posso ritenere valido anche quello trasmesso dall'impresa?

RISPOSTA

Va premesso che gli orientamenti interpretativi della norma introdotta con l’art.39 septies della legge 51/23.02.2006, di conversione del Decreto Legge 273/05, con cui viene estesa l’efficacia del DURC da uno a tre mesi senza precisazioni di dettaglio, sono indirizzati a ritenere tale estensione limitata ai soli lavori privati in edilizia. Nelle more dell’emanazione di una circolare interpretativa ministeriale si richiama la circolare della Commissione nazionale per le Casse edili n. 2182 del 9.2.2006.
In ogni caso, ai sensi delle vigenti disposizioni, per le opere pubbliche il documento unico di regolarità contributiva va richiesto per tutte le fasi dell’appalto (aggiudicazione, contratto, SAL, stato finale).
Pertanto, nel caso prospettato, la S.A. deve acquisire il DURC per ciascuno dei SAL, in applicazione a quando disposto dall’art. 41 c.1, lett. c) della LR 27/2003.
Il certificato va richiesto dalla Stazione Appaltante.


QUESITO-2006-031-1701Z

Oggetto: Irregolarità contributiva

Con la Legge 266/2002 (art. 2) e il successivo decreto leg.vo 276/2003 (art. 86 comma 10) è stato introdotto il Documento Unico di Regolarità Contributiva, conosciuto con la sigla DURC. Con l’attivazione del sito internet www.sportellounicoprevidenziale.it ho richiesto il documento per la ditta che nell’anno 2005 e 2006 è risultata aggiudicataria dell’appalto per lavori e opere da dipintore. Il documento unico che è pervenuto in questi giorni riporta che la ditta NON risulta regolare con il versamento dei contributi INPS al 17.11.2005 per debiti derivanti da insoluti e altro, i versamenti dei contributi alla Cassa Edile risultano regolari al 17.11.2005, ed infine la sezione INAIL competente NON si è pronunciata. Come devo comportarmi per la liquidazione dei tre stati di avanzamento lavori emessi nel frattempo rispettivamente per i periodi 27.10.05-31.12.05, 1.1.06-23.1.06 e 24.1.06-24.2.06?

RISPOSTA

La questione prospettata nel quesito riguarda la fattispecie di inottemperanza dell’appaltatore agli obblighi contributivi nella fase di esecuzione, per la quale trova applicazione l’art. 41 c.1 lettera c) della L.R. 27/2003. Ai sensi di tale norma il pagamento dei SAL (di acconto e saldo) è subordinato all’acquisizione della certificazione di regolarità contributiva da parte degli Enti previdenziali ed assistenziali competenti, ora tramite il DURC, e l’esito del controllo effettuato produce i suoi effetti sul pagamento successivo a quello per il quale è stata richiesta la certificazione.
Nel caso di specie, rilevandosi dal DURC l’irregolarità contributiva dell’appaltatore nei confronti dell’INPS (non nei confronti dell’INAIL la cui mancata pronuncia diventa silenzio-assenso), la Stazione Appaltante deve sospendere i pagamenti del SAL successivo a quello per il quale è stata chiesta la regolarità contributiva e, previa diffida ad adempiere rivolta all’impresa inadempiente, provvede al pagamento del dovuto all’Ente previdenziale, valendosi a questo fine di quanto spetta all’impresa a titolo di corrispettivo dei lavori eseguiti ed eventualmente dell’importo della cauzione definitiva.
E’ del caso precisare che la S.A. deve acquisire il DURC per ciascuno dei SAL evidenziati nel quesito, anche alla luce delle disposizioni sul DURC, che per gli appalti pubblici, ne limitano la validità temporale alla specifica occasione per la quale viene richiesto.


QUESITO-2005-115-1395M

Oggetto: Termine per la comunicazione

Buongiorno, ai fini di quanto prevede l'art. 7 del Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 19.4.2000 n. 145, si comunicano agli enti (Direzione Provinciale del Lavoro, A.S.L. Servizi Prevenzione e Sicurezza nel Lavoro, Inail, Cassa Edile se prevista) i dati relativi alla stipula di contratti di appalto per lavori pubblici. E' previsto un termine per tale comunicazione?

RISPOSTA

La Circolare Min.LL.PP. del 9 novembre 1948, n° 11907, dispone che “non appena stipulato il contratto di appalto (art. 7 del Capitolato Generale) dovrà darsene notizia” agli enti menzionati nel quesito.
A sua volta - in attuazione della delega conferitagli dall'art. 17, comma 2, della legge 55/90 - il Presidente del Consiglio dei Ministri, con decreto 10 gennaio 1991, n. 55, ha fissato, all'art. 9, i criteri di adeguamento dei capitolati speciali alla legge 55/90, statuendo che "la documentazione di avvenuta denuncia agli enti previdenziali - inclusa la Cassa Edile - assicurativi ed infortunistici, deve essere presentata prima dell'inizio dei lavori e comunque entro 30 giorni dalla data del verbale di consegna”.
Dalla lettura congiunta di queste disposizioni, si desume la necessità di procedere con la comunicazione in oggetto nel più breve tempo possibile, e comunque non oltre il termine di 30 giorni dalla consegna dei lavori.


QUESITO-2005-022-1161T

Oggetto: DURC

Ai sensi dell'art. 41 "Disposizioni in materia di tutela e trattamento dei lavoratori" comma 2 della L.R. 27/2003, la Giunta Regionale promuove un'intesa con INPS, INAIL e Casse Edili per la verifica con un documento unico della regolarità contributiva delle imprese esecutrici di lavori pubblici. E' già in funzione un collegamento informatizzato apposito, come previsto al successivo comma 3 del medesimo articolo?

RISPOSTA

Il collegamento informatizzato tra l’Osservatorio regionale e tutte le Casse edili presenti sul territorio regionale, di cui parla l’art. 41, comma 3, della L.R. 27/2003 – per le finalità di acquisizione e di verifica del DURC (documento unico di regolarità contributiva delle imprese riguardo agli obblighi contributivi, previdenziali ed assicurativi verso l’INPS, l’INAIL e la Cassa Edile) delineate nel precedente comma 2 – non è ancora operativo, mancandone la definizione delle modalità di attivazione e di funzionamento, demandate ad apposito provvedimento della Giunta regionale.
Il collegamento già esistente tra l’Osservatorio regionale e le Casse edili presenti nel Veneto, avviato in via sperimentale con il protocollo n. 5754/46.04/OSS siglato il 19.09.2001 è, infatti, anteriore alla L.R. 27/2003 e, in particolare, non assolve alle finalità concernenti l’acquisizione e la verifica del DURC.
Va, altresì, precisato che, allo stato attuale, anche il sistema di certificazione della regolarità delle imprese, imperniato sul documento unico (DURC), è solo in fase sperimentale (nel Veneto la sperimentazione interessa la provincia di Treviso) e, quindi, la regolarità delle imprese deve tuttora essere certificata dai tre Istituti (INPS, INAIL e Cassa Edile) con documentazione distinta ed autonoma.


QUESITO-2004-131-1028T

Oggetto: autocertificazione regolarità contributiva

Viste le risposte ai quesiti n. 2004-20-715T e n. 2004-26-735V, dalle quali risulta che la regolarità contributiva c/o INPS, INAIL e CASSE EDILI non è un requisito di partecipazione e di ammissione alle gare di appalto di lavori pubblici, potendo la irregolarità contributiva porsi o come causa di esclusione (art. 75 DPR 554/99) o come motivo di aumento della cauzione definitiva (art. 41, 4° comma, LR 27/2003), si chiede:

1) è legittimo richiedere alle imprese che partecipano alle gare di autocertificare la propria regolarità contributiva come ancora riportato negli schemi regionali di disciplinare di gara?

2) in particolare, qualora si ritenesse di continuare a richiedere tale autocertficazione, e dovesse emergere, in sede di verifica successiva alla gara, che l'impresa, al momento dell'autocertificazione, non era in regola con i versamenti c/o INPS, INAIL o Casse Edili, pur senza rientrare nella fattispecie dell'esclusione prevista dall'art. 75 del DPR 554/99,l'ente appaltante, che dovrà procedere all'aggiudicazione con aumento della cauzione definitiva ai sensi dell'art. 41, 4° comma, della LR 27/2003, dovrà anche denunciare l'impresa per "falsa dichiarazione" alla Procura della Repubblica e all'Autorità di Vigilanza sui Lavori pubblici? Al riguardo l'ente appaltante dovrà o meno instaurare un contraddittorio con l'impresa al fine di verificare la sussistenza del falso?

RISPOSTA

L’art. 2, comma 1, del D.L. 25 settembre 2002, n. 210 - convertito in L. 22 novembre 2002, n. 266, stabilisce che “le imprese che risultano affidatarie di un appalto pubblico sono tenute a presentare alla stazione appaltante la certificazione relativa alla regolarità contributiva a pena di revoca dell'affidamento”.
E’, quindi, pienamente coerente che la Stazione appaltante richieda ai concorrenti, in fase di ammissione alla gara, di rendere una dichiarazione concernente la propria regolarità contributiva, da verificarsi a cura della Stazione appaltante nei confronti dell’aggiudicatario provvisorio e del concorrente secondo classificato.
Qualora detta verifica si concluda con esito negativo, si configura la fattispecie di cui all’art. 75, comma 1, lett. h), del DPR 554/99 e di tale circostanza dev’essere data comunicazione sia all’Autorità di Vigilanza, sia all’Autorità giudiziaria, quest’ultima affinché ne valuti la perseguibilità sul piano penale.
Appare opportuno che prima di procedere alle citate comunicazioni quanto accertato sia fatto oggetto di contestazione formale all’impresa interessata, affinché questa sia messa nelle condizioni di fornire le proprie deduzioni in merito. Quest’ultime potrebbero anche condurre la Stazione appaltante a riconsiderare la fattispecie, omettendo di procedere alle successive comunicazioni alle precitate Autorità.


QUESITO-2004-54-805T

Oggetto: tempi di rilascio certificazione

1. L'art. 31 della legge Regionale 27/2003 prevede che l'aggiudicazione degli appalti di lavori pubblici di interesse regionale sia effettuata secondo uno dei criteri : a) prezzo più basso inferiore a quello posto a base di gara. L' art. 21, comma 1 - bis della Legge 109/94 prevede inoltre anche l'individuazione delle offerte viziate da anomalia. Come ci si deve comportare?

2. I tempi di rilascio ,da parte degli enti, dei certificati INPS, INAIL, CASSA EDILE per la verifica della regolarità contributiva sono lunghissimi - anche due mesi- , cosa possiamo fare se la certificazione non arriva ed abbiamo la necessità di procedere all'aggiudicazione definitiva per poi iniziare i lavori ?

RISPOSTA

Va, innanzitutto, premesso che la disciplina delle offerte anormalmente basse non rappresenta un criterio di aggiudicazione in senso proprio del termine.
L’assenza di qualsivoglia disciplina del fenomeno delle offerte anomale nell’ambito dell’art. 31 della LR 27/03, così come dell’intera legge nel suo complesso, non significa affatto che per i lavori d’interesse regionale le Stazioni committenti siano prive di strumenti di tutela, quanto, piuttosto, che in virtù del principio generale dettato dall’art. 1, comma 2, della LR 27/03, debbono trovare applicazione le norme di fonte statale (art. 21, comma 1- bis, della legge 109/94 e artt. 89, 90 e 91 del DPR 554/99).
Quanto alla tempistica di rilascio, da parte di INPS, INAIL e Cassa Edile, dei certificati di regolarità contributiva propedeutici alla stipula del contratto, si conferma che l’attuale normativa non indica alcun termine, tanto meno perentorio, per tale adempimento.
Nelle more della messa in attuazione degli accordi riguardanti il DURC, si suggerisce che la richiesta di certificazione venga accompagnata con l’indicazione del termine di 30 gg., trascorso il quale la Stazione committente si riserva di procedere egualmente alla stipula del contratto d’appalto, ferma restando l’eventuale azione per danni qualora successivamente venga riscontrata un’irregolarità pregressa dell’impresa aggiudicataria.


QUESITO-2004-26-735V

Oggetto: L. R. 27 2003, art. 41 comma 4

Si chiede se ai fini della partecipazione alle gare sia necessaria la regolarità contributiva c/o INPS, Cassa Edile , INAIL o se invece siano ammissibili alla gara imprese che abbiano le irregolarità di cui all'art. 41, 4 comma.

RISPOSTA

L’irregolarità contributiva dell’impresa può operare come causa di esclusione ovvero come circostanza che determina l’incremento della cauzione definitiva.
Sotto il primo profilo essa può determinare l’esclusione del concorrente solo qualora si tratti di violazioni “gravi”, “debitamente accertate” e “risultanti dai dati in possesso dell’Osservatorio dei lavori pubblici”.
Il riscontro di tali irregolarità avviene attraverso la consultazione dei dati dell’Osservatorio dei llpp (casellario informatico), nonché attraverso le attestazioni provenienti da Inps, Inail e Cassa Edile (quest’ultima per gli appalti riguardanti lavorazioni coperte dal contratto dell’edilizia).
Laddove i dati dell’Osservatorio rilevino un’infrazione non così grave da determinare l’esclusione del concorrente, come pure se dalle certificazioni rilasciate da Inps, Inail o Cassa Edile emergano irregolarità (diverse da quelle rilevate dall’Osservatorio) in ordine agli adempimenti retributivi, previdenziali o assicurativi, nei confronti dell’impresa dovrà comunque essere disposto l’incremento della garanzia. Infatti, come risulta dalla lettera dell’art. 41, c. 4, della LR n. 27, l’aumento della garanzia definitiva è legato all’accertamento di qualunque irregolarità, anche di modesta rilevanza.


QUESITO-2004-20-715T

Oggetto: Maggiorazione cauzione definitiva

si chiede se nel bando di gara può essere previsto che l'impresa concorrente deve dichiarare le posizioni previdenziali ed assicurative e che è in regola con i relativi versamenti e, nel caso in cui, in seguito alle verifiche effettuate d'ufficio prima della aggiudicazione definitiva, l'impresa non risulti in regola se si può escluderla dalla gara ai sensi dell'art. 75 del dpr 445/2000. In caso di risposta affermativa non sembra avere senso richiedere la maggiorazione della cauzione definitiva prevista dall'art. 41 comma 4 della l.r. n. 27/2003, perchè l'impresa non in regola è comunque esclusa.

RISPOSTA

La Regione Veneto, sin dalla prima edizione dei bandi tipo (approvata con la deliberazione di Giunta regionale n. 185, del 27 gennaio 1998, mentre la quinta e, per ora, ultima edizione è stata approvata con la deliberazione di Giunta regionale n. 1163, del 10 maggio 2002) ha previsto nel disciplinare di gara, e ribadito nel corrispondente modello di dichiarazione di ammissione, l’indicazione, a cura del concorrente, delle relative posizioni previdenziali ed assicurative – ivi compresa l’iscrizione alla/e Cassa/e Edile/i – nonché la regolarità con prescritti versamenti.
Nel caso in cui, a seguito delle verifiche compiute dalla Stazione committente, la citata dichiarazione non risulti veritiera, il concorrente va escluso se tale circostanza è oggetto di iscrizione nel Casellario informatico dell’Osservatorio dei lavori pubblici, configurandosi la causa di esclusione di cui all’art. 75, comma 1, lett. e), del DPR 554/99 (“gravi infrazioni debitamente accertate … a ogni altro obbligo derivante dai rapporti di lavoro …”).
Nel caso, invece, in cui nulla risulti a tal proposito dai dati in possesso dell’Osservatorio dei lavori pubblici, la Stazione committente non potrà escludere il concorrente dalla gara ma, pur confermandogli l’aggiudicazione dei lavori in suo favore, dovrà incrementargli la cauzione definitiva di 5 punti percentuali, così come prevede l’art. 41, comma 4, della L.R. 27/03.