Quesiti all'Osservatorio Regionale

Stato avanzamento lavori

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QUESITO-2010-048-3576C

Oggetto: Applicazione normativa in materia di lotta ai ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali

si chiede se in caso di ritardato pagamento di certificati di acconto o della rata di saldo di lavori pubblici si applica l'art. 30 del d.m. 145/2000 o le disposizioni del d. lgs. 231/2002 in materia di lotta ai ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali (le quali fanno riferimento a consegna di di merci o di servizi.

RISPOSTA

Le vigenti disposizioni del d. lgs. 231/2002 non attengono espressamente al settore dei lavori pubblici, in quanto la citata normativa testualmente riferisce di avere ad oggetto le transazioni commerciali attinenti “consegna di merci e prestazione di servizi”.

L’Autorità di Vigilanza in una risalente Determinazione, n. 5/2002, adottata proprio a cavallo dell’entrata in vigore del D. Lgs. 231/2002, nel commentare la Direttiva Europea di cui il d. lgs. 231 costituiva il recepimento interno, ha testualmente affermato che quella “direttiva non è direttamente applicabile alla materia dei lavori pubblici...”.

Tale assunto è stato ribadito dall’AVCP nella deliberazione n. 300 del 08/11/2007, con cui l’Autorità ha ulteriormente argomentato come la disciplina degli interessi moratori in tema di lavori pubblici si ricavi dall’art. 133 del Codice, dall’art. 116 del DPR 554/99 e dall’art. 30 del DM 145/2000 in quanto “gli interessi moratori previsti dalle norme citate costituiscono una particolare forma di tipizzazione normativa degli interessi moratori previsti dall'art. 1224 c. c.”


QUESITO-2008-008-2484Z

Oggetto: deroga prevista dall’art. 114 c.3 del DPR 554

Il Comune di _______ ha appaltato i lavori di costruzione di una bretella viaria, importo dell’opera € 1.860.000,00 finanziato per € 1.600.232,48 con un contributo statale, importo di contratto € 905.817,30. I lavori sono stati consegnati alla ditta appaltatrice in data 03/07/2007. L’area interessata dai lavori è stata sottoposta a sequestro, operato dal C.F.S. con verbale in data 13/11/2007 e poi convalidato con verbale di sequestro preventivo disposto dal GIP del Tribunale di Vicenza in data 23/11/2007 per la presenza di inquinanti nei sottofondi stradali (nel registro degli indagati sono stati iscritti la ditta appaltatrice, la fornitrice degli inerti ed il direttore dei lavori). I lavori risultano, di fatto, sospesi. In seguito al sequestro del cantiere la d.ll. ha inoltrato alla S.A. il 1° SAL comprensivo dei compensi per la realizzazione dei sottofondi. Il Rup ha chiesto alla d.ll. di escludere dalla contabilizzazione tutti i sottofondi potenzialmente non idonei. Praticando detta detrazione, l’importo del SAL non raggiunge la somma prevista dal C.S.A. per il pagamento in acconto. Il fermo lavori può essere considerato una sospensione come prevista dagli artt.24 del D.M. 145/2000 e 133 del D.P.R. 554/1999? Sono applicabili le disposizioni di cui all’art.114, c.3 del D.P.R. 554/1999? L’eventuale pagamento del SAL decurtato potrebbe configurarsi come danno arrecato all’Ente qualora la magistratura si pronunci per la colpa/dolo in capo all’appaltatore? Qualora non si procedesse al pagamento di cui all’art.114 c.3 del D.P.R. 554/1999 e successivamente la ditta appaltatrice fosse assolta potrebbe questa legittimamente richiedere gli interessi legali sul SAL per ritardato pagamento?

RISPOSTA

La deroga prevista dall’art. 114 c.3 del DPR 554 alla disciplina dei pagamenti delle rate d'acconto, deve essere correlata all’art. 133 del DPR 554/99 ed agli artt. 24 e 25 del D.M. 145/2000, regolanti le sospensioni dei lavori.

La ratio della norma è rivolta a non far ricadere sull’appaltatore, che abbia eseguito correttamente le lavorazioni oggetto dell’appalto, le sospensioni totali dei lavori di durata superiore a 90 gg, disposte dall’amministrazione a termini delle citate norme.

Ora, nel caso prospettato, non si è in presenza di sospensione disposta dalla S.A. ai sensi delle riportate disposizioni, bensì in presenza di un fermo cantiere derivante da un provvedimento giudiziario impositivo legato a presunte responsabilità dell’appaltatore, per la cui fattispecie non si rilevano specifiche norme.

Non paiono pertanto sussistere i presupposti per il pagamento anticipato del SAL, neppure con le cautele di contabilizzazione prospettate.


QUESITO-2005-168-1554B

Oggetto: Garanzia su rata di saldo

Opera : sistemazione giardino di villa ……… Gradirei ricevere un Vs. parere in merito alla garanzia fideiussoria per la rata di saldo che l'impresa "dovrebbe" depositare per la liquidazione del saldo alla stazione appaltante. Premetto che tale norma è costantemente disapplicata da varie stazioni appaltanti, e non riconosciuta dalle imprese, le quali tendono a confonderla con la postuma decennale, che è altra cosa. Vengo al caso pratico : opera pubblica con importo di contratto pari a circa 285.000 euro - sal previsti da minimo 50.000 euro 1° SAL 80.734 euro (trattenuto lo 0,50% per obblighi contributivi) 2° SAL 112.950 euro (trattenuto lo 0,50% per obblighi contributivi) la direzione lavori deposita un 3° stato avanzamento lavori coincidente con il finale, dove viene contabilizzato tutto quanto realizzato, con richiesta quindi del pagamento di circa 90.330 euro. Viene allegato altresì a tale documentazione il Certificato di regolare esecuzione. Io richiedo all'impresa il deposito della polizza in oggetto, almeno per un importo di 40.000 euro (3° sal - sal minimo) = ( 90.330 - 50.000) ritenendo che alla fine tale sal n.3 sia in pratica lo stato finale, in quanto all'impresa manca solo la liquidazione delle ritenute dello 0,50%, che vengono liquidate una volta verificata la regolarità contributiva) L'impresa non intende costituire polizza, se non sulla rata di saldo, che a loro parere pari allo 0,5% per un importo di euro 1.427 circa. Una polizza di tale importo (1.427 euro) , valevole due anni su di un'opera di 285.000 copre le spese postali e le raccomandate non certo difformità o vizi dell'opera. Posso comunque richiedere la polizza di 40.000 euro anche se i documenti presentati non vengono definiti STATO FINALE, ma vengono chiamati 3° sal coincidente con il finale? o devo pretendere che il Direttore lavori depositi un 3° SAL di 50 - 60 mila euro, obbligandolo poi a presentare lo STATO FINALE e su quello richiedere la polizza?

RISPOSTA

L’identificazione nella fattispecie della rata di saldo, il cui pagamento presuppone la previa prestazione della garanzia fideiussoria, prevista dall’art. 28, comma 9, della L. 109/1994, dall’art. 205, comma 2, del D.P.R. 554/1999, nonché dal capitolato generale, presuppone una esatta conoscenza delle condizioni di pagamento del corrispettivo previste nel capitolato speciale e nel contratto d’appalto.
Ciò premesso, si rammenta che per considerare sulla base della predetta disciplina contrattuale la somma ipotizzata nel quesito come rata di saldo, gli adempimenti prescritti dalle specifiche norme del regolamento e del capitolato generale che ne individuano tempistica e disciplina, devono risultare compiutamente osservate e chiaramente riferibili a tale importo.
I SAL (rate di acconto) vanno pertanto pagati con le modalità indicate nel capitolato speciale (art. 168 del D.P.R. 554/1999) e la relativa rata di saldo (previa garanzia fidejussoria) va pagata non oltre il 90° giorno dall’emissione del certificato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione (art. 205, comma 2, del D.P.R. 554/1999).
E’ dunque il C.S.A. (parte integrante del contratto ai sensi dell’art. 110 del Regolamento generale) che determina l’entità delle rate di acconto e di saldo da corrispondere all’impresa. La rata di saldo, comunque non sarà mai inferiore allo 0,50% dell’importo di contratto (art. 7 D.M. 145/2000).


QUESITO-2005-034-1183V

Oggetto: Modifica percentuale di erogazione lavori a corpo

Per un appalto a corpo, premesso che il contratto d'appalto prevede l'emissione del S.A.L. ogni qualvolta le aliquote percentuali dei lavori regolarmente eseguiti ammontino al 40% dell'importo complessivo degli stessi. Si chiede se la Giunta Municipale con propria delibera può variare quanto contrattualmente previsto e più precisamente autorizzare l'emissione del S.A.L. al raggiungimento di una percentuale inferiore al 40% dell'importo complessivo dei lavori indicato in contratto. Vista l'urgenza che riveste il presente quesito, si chiede di avere una risposta in brevissimo tempo.

RISPOSTA

La delibera di Giunta in quanto tale non è idonea a incidere sul contratto di appalto. Perché ciò avvenga è necessaria una modifica del contratto stesso, da redigersi nella forma dell’atto aggiuntivo e naturalmente essa deve recare la sottoscrizione anche dell’appaltatore. Si rammenta comunque che tale variazione, in quanto comporta condizioni meno vantaggiose per l’amministrazione, deve essere adeguatamente motivata.


QUESITO-2004-5-681T

Oggetto: Pagamento in un unica soluzione

Nel caso in cui sia stato contrattualmente stabilito il pagamento dei lavori all’impresa appaltatrice in un’unica soluzione, si chiede se tale S.A.L. corrisponda alla rata di saldo e quindi vada applicata la normativa prevista dell’art. 29 del D.M. 145/00, art. 205 del D.P.R. 554/99 e art. 28 della L. 109/94 e s.m.i.

RISPOSTA

Una risposta “puntuale” al quesito in oggetto richiederebbe la lettura delle clausole, riportate nel contratto e nel capitolato speciale d’appalto, disciplinanti il pagamento del corrispettivo.
Nel quesito, l’espressione “pagamento dei lavori all’impresa appaltatrice in un’unica soluzione” è, infatti, seguita dal termine “S.A.L.” (cioè stato di avanzamento lavori), lasciando aperte due possibili alternative.
La prima: il pagamento “in unica soluzione” riguarda l’unica rata di acconto (quindi al netto della ritenuta a tutela dei lavoratori, di cui all’art. 7 del DM 145/2000) - verosimilmente da corrispondersi a seguito della predisposizione del S.A.L., “appena ultimati i lavori” - mentre la rata di saldo (di ammontare equivalente alla predetta ritenuta) dev’essere corrisposta entro 90 gg. dall’emissione del certificato di collaudo provvisorio o di regolare esecuzione (previa garanzia fideiussoria di cui all’art. 205 del DPR 554/99), unitamente allo svincolo della cauzione definitiva.
La seconda: il pagamento “in unica soluzione” riguarda l’intero corrispettivo d’appalto, nel qual caso lo stesso dev’essere corrisposto con la tempistica e le garanzie proprie della rata di saldo.